Atti, carte, uffici e procedure: dove la pazienza diventa genere letterario.
La burocrazia siciliana ha un talento antico: trasformare l’ovvio in percorso a ostacoli. Noi leggia mo gli atti pubblici, osservia mo le parole e commentia mo quello che resta quando il senso comune ha gia‘ chiesto ferie.
Niente insulti e niente rabbia gratuita. Solo lettura pubblica, memoria lunga e sarcasmo documentato.
Lo sguardo resta siciliano e si allarga dall’Italia: Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Enna, Agrigento e Trapani sono il nostro atlante minimo di atti pubblici, politica, burocrazia e fatti quotidiani.