Categoria: Politica

Satira politica e amministrativa.

  • Zio Sam, il dito sul dazio

    Zio Sam, il dito sul dazio

    IL VECCHIO ZIO SAM
    HA ANCORA IL DITO SUL DAZIO

    Trump avvisa l’Europa:

    se qualche Paese introduce una digital tax contro le aziende americane, gli Stati Uniti risponderanno con dazi del 100% su tutti i beni esportati verso l’America.

    Tradotto male:

    se provate a tassare Google, Meta, Amazon e compagnia cantante, noi vi tassiamo tutto.

    Il vino.

    I formaggi.

    La moda.

    La meccanica.

    L’agroalimentare.

    Pure il caciocavallo, se necessario.

    La digital tax nasce da un’idea quasi rivoluzionaria:

    le grandi piattaforme fanno soldi anche in Europa, quindi magari qualcosa potrebbero pagarlo anche in Europa.

    Risposta americana:

    bellissima idea.

    Però no.

    E così il libero mercato diventa improvvisamente molto sorvegliato.

    Libero quando incassano loro.

    Un po’ meno libero quando qualcuno prova a presentare il conto.

    Il vecchio Zio Sam, insomma, è sempre lì.

    Cappello a stelle e strisce.

    Sguardo severo.

    E dito sul dazio.

    Per ricordare al mondo una regola semplice:

    i dati sono vostri,

    i profitti sono nostri,

    e se insistete vi tassiamo pure il pecorino.

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  • Rutte, rutto diplomatico?

    Rutte, rutto diplomatico?

    RUTTE, O RUTTO DIPLOMATICO?

    Il segretario generale della NATO voleva rassicurare Trump.

    Missione semplice:

    dire che l’Europa aveva aiutato.

    Solo che, invece di dire “gli alleati”, ha fatto l’appello.

    Italia: presente.
    Romania: presente.
    Prudenza diplomatica: assente giustificata.

    Così Rutte ha spiegato al mondo che gli americani avrebbero usato basi e spazi europei per le operazioni legate all’Iran.

    L’Italia ha precisato subito:

    “Supporto tecnico e logistico, non bellico”.

    Che tradotto significa:

    non stavamo bombardando, stavamo solo tenendo aperto il garage.

    Poi è arrivato l’Iran, che ha preso la frase, l’ha incorniciata e ha detto:

    “Grazie, questa ci serviva”.

    Alla fine Rutte voleva dimostrare fedeltà atlantica.

    Ha ottenuto una cosa diversa:

    ha fatto partire un missile diplomatico.

    Non da una base italiana.

    Da una conferenza stampa.

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  • Agrigento, il ballottaggio vale doppio

    BALLOTTAGGI IN SICILIA.
    SONO TRE.
    MA AGRIGENTO VALE DOPPIO.

    In Sicilia sono tre i comuni sopra i 15 mila abitanti che tornano al voto per il ballottaggio: Bronte, Ispica e Agrigento.

    Ma Agrigento, dicono gli osservatori, “vale doppio”.

    Perché lì non si decide soltanto il sindaco.

    Si misura il centrodestra spaccato.
    Si pesa il campo largo.
    Si testa Controcorrente.
    Si guarda già al 2027.
    Si conta chi vota, chi non vota, chi si sposta, chi resta a casa e chi telefona dopo.

    Insomma, una semplice elezione comunale.

    Semplice come un vertice di coalizione siciliano.

    Ad Agrigento Michele Sodano, sostenuto da La Vardera, Controcorrente e dal campo largo, è arrivato al 39,13% al primo turno. Il candidato del centrodestra, Gerlando Alonge, ha ottenuto il 34,79%.

    Il risultato viene letto da molti come un test politico più largo: possibile segnale per il centrodestra, possibile spinta per il campo largo, possibile prova generale in vista del 2027.

    Quindi domenica 7 e lunedì 8 giugno si vota.

    Ufficialmente per eleggere un sindaco.

    Ufficiosamente per capire chi potrà dire:
    “avevamo capito tutto prima”.

    E chi invece, come sempre,
    dirà che era solo un test locale.

    In Sicilia anche il ballottaggio ha il sottotesto.

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  • CEFPAS, i lavoratori non si scaricano

    CEFPAS, LA LETTERA APERTA A CHI TACE

    I LAVORATORI NON SI SCARICANO

    A Caltanissetta il caso CEFPAS cambia ancora registro.

    Non solo esposti. Non solo incarichi. Non solo costi. Non solo scioperi.

    Ora arriva una lettera aperta del SIAD CSA CISAL, indirizzata ai lavoratori del CEFPAS e a chiunque, anche nel mondo sindacale, sia rimasto in silenzio.

    Il messaggio e semplice: i lavoratori non possono essere lasciati soli.

    Perché in Sicilia il silenzio non e mai solo silenzio.

    A volte e prudenza. A volte e calcolo. A volte e attesa di capire da che parte tira il comunicato stampa.

    E quando il silenzio dura troppo, più che una posizione sembra una mansione.

    Secondo la lettera, mentre sull’ente si moltiplicano polemiche, accuse pubbliche, ispezioni ed esposti, i precari stanno pagando il prezzo più alto di una situazione che non hanno creato e della quale non sono responsabili.

    E qui ironIA lo dice senza giri di parole: chi lavora non si scarica.

    I collaboratori non sono il problema. I precari non sono il problema. Chi per anni ha mandato avanti servizi, procedure e attività non può diventare improvvisamente invisibile.

    La lettera parla di collaboratori storici, co.co.co., professionisti ed esperti che avrebbero garantito per anni il funzionamento del Centro.

    Parla di rinnovi continui. Di assenza di stabilita. Di lavoratori senza reddito. Di famiglie in difficolta. Di silenzi politici e sindacali.

    Silenzi educati. Silenzi strategici. Silenzi con protocollo in entrata e coscienza in uscita.

    E soprattutto dice una cosa che pesa: non si può utilizzare il precariato per anni e poi fingere che quei lavoratori non esistano più quando diventano scomodi.

    La trasparenza serve. I controlli servono. Gli atti vanno letti. Le responsabilita vanno chiarite.

    Ma una cosa non si può fare: trasformare i lavoratori nel parafulmine di una gestione che non hanno deciso loro.

    Perché la legalità senza dignità del lavoro rischia di diventare soltanto burocrazia con la cravatta.

    E la formazione sanitaria, se dimentica chi la fa funzionare, diventa un corso avanzato di scaricabarile.

    Chi ha sbagliato, se ha sbagliato, risponda.

    Chi ha taciuto, magari, almeno si schiarisca la voce.

    Ma chi ha lavorato va rispettato. Sempre.

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  • CEFPAS e ASP, voci di spesa in formazione

    CEFPAS E ASP SICILIANE.

    LE VOCI DI SPESA FANNO FORMAZIONE.

    A Caltanissetta il caso CEFPAS cambia aula.

    Prima gli incarichi.

    Poi i collaboratori.

    Poi lo sciopero.

    Ora i bilanci.

    Secondo quanto riportato da La Sicilia il 18 maggio 2026, il deputato regionale Nello Dipasquale ha presentato un nuovo esposto sul CEFPAS alla Procura della Corte dei conti.

    L’esposto, secondo l’articolo, chiede approfondimenti sulla gestione finanziaria recente dell’ente.

    I numeri indicati sono questi.

    Spese per il personale:

    da circa 2,66 milioni a circa 3,31 milioni.

    Prestazioni co.co.co:

    da circa 1,07 milioni a circa 1,95 milioni.

    Qui pero serve una precisazione.

    Si parla di confronto con le previsioni 2026.

    Non di esercizio già chiuso.

    Non di consuntivo definitivo.

    Non di danno erariale accertato.

    Non di sentenza.

    E c’e anche un altro punto.

    Il previsionale 2026 non nasce nel vuoto.

    La legge regionale ha previsto per il CEFPAS un contributo annuo di 6 milioni di euro per gli esercizi 2026, 2027 e 2028, destinato alle spese di funzionamento dell’ente.

    Quindi l’aumento delle voci di spesa può avere una spiegazione amministrativa e finanziaria.

    Benissimo.

    Anzi: meglio così.

    Perché quando una spiegazione esiste, basta darla.

    Il punto

    La domanda allora diventa più precisa:

    dentro questa nuova cornice regionale, quali costi riguardano la regionalizzazione?

    Quali riguardano il funzionamento ordinario?

    Quali riguardano incarichi, consulenze e scelte manageriali?

    Perché una cosa e programmare risorse pubbliche.

    Un’altra e trasformare ogni passaggio amministrativo in una nuova occasione per nominare qualcuno.

    E qui la formazione diventa davvero continua.

    Soprattutto per la trasparenza.

    Ma attenzione: i lavoratori non sono il bersaglio.

    Chi lavora va tutelato.

    Le risposte vanno chieste a chi gestisce.

    E qui il discorso si allarga.

    Lo scorso 13 maggio, sempre su La Sicilia, Dipasquale ha dichiarato di avere avviato approfondimenti anche sulle assunzioni nelle ASP siciliane.

    La domanda politica e semplice:

    quanti parenti di amministratori e consiglieri risulterebbero assunti nelle aziende sanitarie dell’Isola?

    Insomma: dal CEFPAS alle ASP, la sanita siciliana sembra aver scoperto una nuova materia.

    Non anatomia.

    Non fisiologia.

    Non pronto soccorso.

    Genealogia amministrativa.

    Noi non facciamo sentenze.

    Non facciamo processi.

    Osserviamo fatti pubblici, atti pubblici e dichiarazioni pubbliche.

    Li raccontiamo male.

    Per capirli meglio.

    E una domanda resta:

    se arrivano più risorse, se le previsioni cambiano, se i contratti saltano, se i lavoratori scioperano e se gli esposti aumentano, chi sta governando davvero la macchina?

    Perché un ente che forma il personale sanitario dovrebbe almeno sapere una cosa:

    prima si programma,

    poi si spende,

    poi si spiega.

    Non necessariamente in quest’ordine, a quanto pare.

    Leggici anche qui: https://ironia.online/

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    Fatti, realtà e satira.

    Senza autorizzazione preventiva.

    Fonte: La Sicilia, 18 maggio 2026 e 13 maggio 2026.

  • CEFPAS, sciopero dei collaboratori

    A Caltanissetta torna al centro il CEFPAS.

    Il Siad Csa Cisal ha proclamato lo sciopero dei collaboratori a contratto del CEFPAS per il 28 maggio, il 9 giugno e il 10 giugno 2026.

    Secondo la nota sindacale, dal 1° maggio i contratti non sarebbero stati rinnovati, con l’interruzione dell’attività lavorativa per circa 65 collaboratori.

    E qui bisogna essere chiarissimi:
    i lavoratori non sono il bersaglio.

    Chi lavora, chi aspetta risposte, chi vive tra contratti, proroghe, incertezze e procedure, va tutelato.
    Non va messo alla gogna.
    Non va usato come scudo.
    Non va trasformato nel capro espiatorio di scelte che non ha assunto.

    Il punto

    Il punto è un altro.

    Un ente che fa formazione non può trasformare la precarietà in materia permanente di studio.

    Atti.
    Procedure.
    Incarichi.
    Proroghe.
    Concorsi.
    Responsabilità.

    Il problema non è chi lavora.
    Il problema è chi decide, chi firma, chi programma e chi deve spiegare.

    Perché quando arrivano scioperi, stato di agitazione, richieste di conciliazione, polemiche e silenzi istituzionali, vuol dire che qualcosa nella macchina amministrativa non sta funzionando.

    E a pagare il prezzo non possono essere sempre gli ultimi della fila.

    Al CEFPAS non serve un altro corso sulla gestione delle crisi.
    Serve una risposta chiara.

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    #ironIA #CEFPAS #Caltanissetta #Sicilia #Sciopero #Lavoratori #Precariato #PubblicaAmministrazione #Trasparenza #Sanità #Formazione

    Percorso civico: CEFPAS, sciopero collaboratori a contratto, precariato a Caltanissetta, sanità siciliana, formazione sanitaria, Regione Siciliana, Assessorato regionale della Salute e pubblica amministrazione.

  • G7 a Taormina: paga anche l’assenza

    Nel 2017, per il G7 di Taormina, furono riservate camere d’albergo.

    Alcune, però, sarebbero rimaste vuote.

    Risultato, anni dopo: la Prefettura viene condannata a pagare circa 70 mila euro.

    Il punto

    La burocrazia siciliana ha raggiunto un nuovo livello:
    non basta prenotare.
    Non basta non usare.
    Bisogna pure rimborsare il vuoto.

    In Sicilia anche le camere vuote hanno diritto al rimborso.

    Noi non entriamo nel merito.
    Osserviamo solo il capolavoro amministrativo:
    prima si prenota,
    poi non si occupa,
    poi si litiga,
    poi si paga.

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    Fonte: Gazzetta del Sud, 17 maggio 2026.

  • CEFPAS, nuova stagione burocratica

    Il CEFPAS ormai è entrato nel multiverso della burocrazia siciliana.

    Commissioni.
    Interrogazioni.
    Richieste di trasparenza.
    Approfondimenti istruttori.
    Verifiche sulle verifiche.

    E, sullo sfondo, i famosi 75 incarichi Co.Co.Co.

    Il punto

    Sembra una serie TV regionale:
    ogni settimana una nuova puntata,
    ogni puntata un nuovo fascicolo,
    ogni fascicolo una nuova domanda.

    In Sicilia anche le verifiche hanno bisogno di verifiche.

    Noi osserviamo.
    Non tifiamo.

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  • CEFPAS, esposti e burocrazia regionale

    CEFPAS, l’esposto diventa controesposto. E i precari finiscono in mezzo.

    La vicenda CEFPAS cambia piano.

    Dopo le polemiche sulle presunte 75 nuove assunzioni, adesso arriva un documento dei collaboratori ed ex collaboratori del Centro, indirizzato a tutte le Procure della Repubblica della Sicilia. E, per conoscenza, anche alla Presidenza della Regione, all’Assessorato alla Salute, all’ARS, alle commissioni regionali, al CEFPAS e agli organi di stampa.

    La tesi dei lavoratori è netta: non si sarebbe trattato, nella sostanza, di nuove assunzioni improvvise, ma in larga parte di rinnovi o prosecuzioni di rapporti precari gia‘ esistenti da anni. In alcuni casi, secondo quanto scrivono, anche da oltre cinque anni.

    Nel documento si richia ma anche una carenza strutturale dell’Ente: il CEFPAS avrebbe una scopertura di organico pari a circa il 65%, con necessita’ di garantire comunque attività formative, amministrative, tecniche, scientifiche e progettuali.

    I collaboratori ricordano inoltre i risultati conseguiti nel triennio 2023-2025: attività formative, formazione ECM, formazione a distanza, formazione manageria le, Scuola di Medicina Generale, CEMEDIS e simulazione avanzata.

    Poi è arrivata la polemica. Poi gli esposti. Poi il clima di sospetto. E, secondo gli ex collaboratori, dal 1 maggio molti di loro sarebbero rimasti senza contratto.

    Proprio dal 1 maggio. La Festa dei Lavoratori.

    Qui il punto non è sostituirsi alle Procure. E non è nemmeno stabilire sui social chi abbia ragione e chi abbia torto.

    Il punto

    Il punto è che, ancora una volta, una vicenda che riguarda lavoro, precaria to, organici, enti pubblici e funzionamento della sanità regionale finisce dentro il solito frullatore siciliano: polemica politica, esposto, controesposto, comunicati, commissioni, atti trasmessi per conoscenza e lavoratori in mezzo.

    La verità va accertata. Ma una cosa è già chia ra: quando una questione amministrativa diventa una guerra di carte, chi paga per primo spesso non è il sistema. Sono le persone.

    E in Sicilia, purtroppo, anche il precaria to deve imparare a difendersi con protocollo, allegati e destinatari multipli.

    #ironIA #CEFPAS #Sicilia #RegioneSiciliana #Precariato #Burocrazia #Esposti #SanitaSiciliana #Lavoro #Satira

  • Enti pubblici, atti chiari e satira

    Avviso ironIA.

    A tutti gli enti pubblici. Comuni, Province, Regione, partecipate, uffici e dintorni.

    Gli atti chiari si spiegano. Gli atti trasparenti si pubblicano. Gli atti incomprensibili si leggono insieme.

    Il punto

    Qui facciamo questo: lettura pubblica, memoria lunga e sarcasmo documentato.

    Niente rabbia. Niente insulti. Solo ironIA.

    Seguiteci: il materiale, purtroppo, non manca.