🐎 A Catania, in piazza Università, sono comparsi due giganteschi cavalli.
Sono i Fighting Horses di Arturo Di Modica, l’artista siciliano conosciuto in tutto il mondo per il celebre Toro di Wall Street.
Un’opera monumentale: circa otto metri di altezza e quattordici di larghezza.
Arte.
Cultura.
Bellezza.
Potenza.
Poi sono arrivati i commenti dei catanesi. 😂
E davanti a due cavalli di quelle dimensioni, sui social è comparso inevitabilmente il richiamo a una delle tradizioni gastronomiche più conosciute della città:
🔥 L’“arrusti e mangia”
Perché puoi mettere un’opera d’arte nel cuore del barocco siciliano.
Puoi spiegare la forza, il movimento, l’eleganza e perfino il rituale di corteggiamento rappresentato dai due cavalli.
Puoi ricordare che Arturo Di Modica è uno degli artisti siciliani più conosciuti al mondo.
Ma non puoi mettere due cavalli giganteschi a Catania e pretendere che nessuno pensi alla brace. 😁
Ma attenzione, perché mentre a Catania qualcuno scherza sulla griglia, a Vittoria c’è chi i cavalli li rivuole indietro. 🐎↩️
L’opera, infatti, nasce nell’ambito del progetto Wild Horses, il grande sogno di Di Modica: realizzare due cavalli monumentali sulle sponde dell’Ippari, nella sua Vittoria.
Oggi da Vittoria è partito pubblicamente l’appello perché, terminata l’esperienza catanese, i Fighting Horses «tornino a casa». È intervenuto anche il sindaco Francesco Aiello, contestando il mancato coinvolgimento della città di Vittoria nella vicenda.
Insomma, i cavalli sono arrivati a Catania da pochissimo e hanno già ottenuto un risultato notevole:
A Catania si parla di brace.
A Vittoria si parla di rimpatrio. 😂
E loro, poveri cavalli, non hanno ancora finito di sistemarsi in piazza. 😳
Questa non è mancanza di rispetto per l’arte.
È semplicemente Sicilia.
E forse anche questa è una forma d’arte. 😁
📌 Fonti: La Sicilia, Il Domani Ibleo, RagusaOggi – 3 ottobre 2026.
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