Tag: Calcio siciliano

  • Nissa, finalmente una difesa funziona

    LA NISSA HA BLOCCATO ironIA.
    FINALMENTE UNA DIFESA CHE FUNZIONA.

    La pagina ufficiale della Nissa ha bloccato ironIA.

    Ce ne faremo una ragione.

    Anzi, più di una:

    una per il primo tempo,

    una per il secondo,

    e una per il recupero.

    Tradotto male:

    la satira non è stata ripescata.

    È stata espulsa direttamente.

    Senza VAR.

    Naturalmente la società è libera di bloccare chi vuole.

    Ci mancherebbe.

    Ognuno gestisce la propria pagina come preferisce.

    C’è chi risponde alle critiche.

    C’è chi le ignora.

    C’è chi le legge.

    C’è chi le blocca.

    Noi, però, una cosa l’abbiamo capita:

    si può parlare di Serie C,

    di mercato,

    di colpacci,

    di ambizione,

    di città compatta,

    di entusiasmo,

    di progetto,

    di futuro,

    ma una battuta evidentemente resta ancora fuori lista.

    Niente di grave.

    Continueremo a commentare i fatti.

    Da fuori.

    Che, a pensarci bene, è molto coerente:

    la Nissa sogna il salto di categoria,

    noi siamo già stati mandati in tribuna.

    Con affetto.

    Sempre forza Nissa.

    Ma anche sempre forza ironia.

    Quella vera.

    Non quella ammessa solo quando applaude. ❤️💛

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Nissa, stagione straordinaria

    ??????????, ???????????????? ??????????????????????????.
    ???? ???? ???????? ??????? ?????????????? ?????????? ?????? ???? ?????????????? ?????? ????????????.

    La Nissa ha fatto una grande stagione.

    Questo va detto.

    Ha lottato, ? cresciuta, ha vinto i playoff, ha riportato entusiasmo e ha fatto sognare una piazza intera.

    Poi per? arriva il comunicato.

    E l? non siamo pi? nel calcio.

    Siamo nell?epica greca.

    La squadra non gioca:
    ?costruisce appartenenza?.

    Il campionato non si disputa:
    ?si vive con identit? e orgoglio?.

    I playoff non si vincono:
    ?confermano concretamente il valore di una stagione straordinaria?.

    E il patron non ? il presidente.

    ? ?guida instancabile, punto di riferimento costante, unico e imprescindibile condottiero del progetto?.

    Manca solo:

    ?e al suo passaggio, il sintetico fior??.

    Ora, tutto bellissimo.

    Forza Nissa sempre.

    Ma ogni tanto basterebbe anche dire:

    ?Bravi ragazzi, bella stagione, grazie a tutti?.

    Invece no.

    A Caltanissetta anche un post sportivo deve diventare una targa commemorativa, una lectio magistralis e una candidatura alla cittadinanza onoraria.

    La squadra ha vinto i playoff.

    Il comunicato, invece, ha vinto il campionato di aggettivi.

  • Palermo vince, Catanzaro passa

    𝗣𝗔𝗟𝗘𝗥𝗠𝗢 𝗩𝗜𝗡𝗖𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗔.
    𝗣𝗘𝗥𝗗𝗘 𝗟𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.
    𝗘 𝗣𝗢𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗨𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗦𝗔.

    Il Palermo al Barbera ha fatto quello che doveva fare:

    ha vinto.

    Due a zero contro il Catanzaro.

    Solo che nel calcio, purtroppo, esiste anche l’andata.

    E all’andata il Catanzaro aveva vinto 3-0.

    Risultato finale della storia:

    il Palermo vince la partita,

    il Catanzaro passa il turno,

    e la polemica si qualifica senza supplementari.

    Tradotto male

    Tradotto male:

    i rosanero sono usciti dai playoff,

    ma la rissa è rimasta comodamente dentro lo stadio.

    Secondo la rassegna stampa di oggi, dopo Palermo-Catanzaro si parla di tensioni nella tribuna autorità, scambi di accuse, video al vaglio e posizione del club rosanero sui fatti del Barbera.

    Il calcio siciliano riesce sempre a regalarci più livelli di lettura:

    il risultato della partita,

    il risultato dell’andata,

    il risultato complessivo,

    il risultato morale,

    il risultato social,

    e poi il risultato della tribuna autorità.

    Che spesso è il più movimentato.

    Perché ormai funziona così:

    prima c’è la partita.

    Poi c’è la partita sulla partita.

    Poi c’è il video.

    Poi c’è il comunicato.

    Poi c’è la smentita.

    Poi arriva il tifoso con lo zoom al 400%.

    E infine arriviamo noi.

    A spiegare male tutto.

    Con grande rispetto per i tifosi veri,

    che volevano soltanto una rimonta

    e si sono ritrovati anche una pratica di ordine pubblico.

    Il Palermo vince.

    Il Catanzaro passa.

    La polemica resta.

    Marcata stretta.

    Ma senza VAR.

    #ironIA #Palermo #PalermoCatanzaro #SerieB #Playoff #calcio #Sicilia #satira #ironia #fattiSpiegatiMale

  • Catania, il Massimino fa il pieno

    CATANIA, IL MASSIMINO FA IL PIENO.

    A Catania il Massimino e già quasi sold out per la seconda sfida.

    E questa, in Sicilia, e quasi una notizia istituzionale.

    Il punto

    Perché qui spesso si bloccano i concorsi, si fermano i lavori, si aspettano pareri, si inseguono autorizzazioni, si aprono tavoli tecnici.

    Poi arriva il calcio.

    E improvvisamente tutto si riempie.

    Lo stadio.

    La curva.

    La città.

    Le conversazioni al bar.

    Le chat.

    Le speranze.

    Quando in Sicilia funziona qualcosa, di solito e una curva.

    E forse e proprio questo il punto.

    Dove la burocrazia divide, il pallone raduna.

    Dove la politica rinvia, il tifoso arriva prima.

    Dove il comunicato istituzionale si perde tra le virgole, la curva spiega tutto in novanta minuti.

    Il Massimino fa il pieno.

    E almeno per una sera Catania non deve chiedere un parere.

    Deve solo spingere.

    ironIA

    satira con intelligenza

    ironIA.online

  • Nissa, Serie C e ripescaggio

    La Nissa ha vinto i playoff del Girone I.
    Non con un gol.
    Non con una goleada.
    Non con il cinema.
    Con uno 0-0 contro la Reggina e con il miglior piazzamento in campionato.
    Che, nei playoff di Serie D, vale quanto un centravanti al novantesimo.

    Ora però comincia un altro campionato.
    Quello senza pallone.
    Quello della graduatoria ripescaggi per la Serie C.
    E qui la Nissa è messa bene, ma non può ancora festeggiare.

    Secondo le ricostruzioni sulla griglia delle vincenti playoff, davanti ci sono:
    Teramo.
    Ligorna.
    Poi c’è la Nissa.

    Il punto

    Dietro:
    Piacenza.
    Legnago o Union Clodiense.
    Chievo Verona.
    Paganese.
    Seravezza Pozzi.
    Monastir.

    Tradotto: la Nissa non è prima, ma è sul podio.
    E in una graduatoria estiva, stare sul podio significa una cosa sola:
    si può sperare.

    Ma attenzione.
    Il ripescaggio in Serie C non è una promozione mascherata.
    Non basta vincere i playoff.
    Non basta avere una piazza calda.
    Non basta dire “Caltanissetta merita la Serie C”.

    Serve che si liberino posti.
    Serve che arrivi il turno della Serie D nella sequenza federale.
    Serve presentare domanda.
    Serve avere i conti in ordine.
    Serve avere garanzie.
    Serve avere uno stadio in regola.
    Serve rispettare i requisiti della Lega.
    E, con ogni probabilità, servirà anche che il Comune di Caltanissetta faccia la sua parte.

    Perché quando si parla di impianti, adeguamenti, autorizzazioni, disponibilità dello stadio e requisiti infrastrutturali, il calcio non è più soltanto affare della società.
    Diventa anche una questione cittadina.

    Serve, soprattutto, non farsi trovare impreparati quando il calcio smette di essere tifo e diventa fascicolo.

    Perché adesso la partita non è più solo Nissa-Reggina.
    Adesso la partita è:
    Nissa contro Teramo.
    Nissa contro Ligorna.
    Nissa contro Piacenza.
    Nissa contro Chievo.
    Nissa contro Paganese.
    Nissa contro tutte le società che, dal Nord al Sud, guardano la stessa porta stretta.

    E il punto è proprio questo.
    Teramo è una piazza pesante, con ambizione e struttura.
    Ligorna è davanti in graduatoria, ma bisognerà capire se vorrà e potrà davvero sostenere il salto.
    Piacenza è dietro, ma ha nome, storia e stadio.
    Chievo è un marchio che al Nord pesa ancora.
    Paganese conosce bene certi campionati.
    Seravezza e Monastir sono storie bellissime, ma il salto in Serie C non è una favola: è un bilancio, una fideiussione, uno stadio, una struttura.

    E la Nissa?
    La Nissa ha una cosa enorme: una città che ha fame di calcio vero.
    Ma ora deve dimostrare di avere anche tutto il resto.

    Perché il calcio professionistico non si conquista soltanto con il cuore.
    Si conquista con la programmazione.
    Con i soldi.
    Con le carte.
    Con gli impianti.
    Con le scadenze rispettate.
    Con una società che sa muoversi prima degli altri.
    E con istituzioni locali pronte a non perdere tempo.

    La vittoria playoff ha dato alla Nissa il diritto di sedersi al tavolo.
    Adesso bisogna capire se a quel tavolo si porta solo entusiasmo o anche documenti.

    Perché la Serie C, d’estate, non arriva con gli applausi.
    Arriva con la PEC.
    Arriva con le verifiche.
    Arriva con le Licenze Nazionali.
    Arriva con i requisiti infrastrutturali.
    Arriva con le garanzie economiche.
    Arriva con una domanda presentata bene, nei tempi giusti, senza sbavature.

    E allora diciamolo chiaramente:
    la Nissa non deve solo sperare nei problemi degli altri.
    Deve farsi trovare pronta.
    E anche Caltanissetta deve farsi trovare pronta.

    Perché se si apre una porta, non si può scoprire all’ultimo minuto che manca una chiave.

    Se Teramo ha tutto, va avanti Teramo.
    Se Ligorna ha tutto, va avanti Ligorna.
    Se qualcuno davanti rinuncia, tentenna o non supera i requisiti, la Nissa deve essere lì.
    Non a chiedere tempo.
    Non a cercare carte.
    Non a inseguire firme.
    Deve essere già pronta.

    Perché dopo un campionato perso per due punti, dopo una stagione piena di tensioni, dopo una finale playoff vinta col regolamento, questa è forse la prima vera prova da società professionistica.

    Non più il campo.
    La struttura.
    Non più il coro.
    La programmazione.
    Non più il sogno.
    Il progetto.

    Caltanissetta può legittimamente sognare la Serie C.
    Ma adesso la domanda non è più se la Nissa la meriti.
    La domanda è un’altra:
    la Nissa è pronta a prenderla, se si apre la porta?
    E il Comune è pronto a fare la sua parte, se servirà?

    Perché stavolta il treno non passerà dal dischetto.
    Passerà dalla Lega.
    E bisogna salirci con il biglietto giusto.

    ironIA
    satira con intelligenza
    ironIA.online

    #ironIA #Nissa #NissaFC #Caltanissetta #noisiamoCaltanissetta #SerieD #SerieC #RipescaggioSerieC #PlayoffSerieD #CalcioSiciliano #Calcio

    Percorso sportivo: Nissa FC, Serie C, ripescaggio Serie C, playoff Serie D, graduatoria vincenti playoff, Teramo, Ligorna, Piacenza, Legnago, Union Clodiense, Chievo Verona, Paganese, Seravezza Pozzi, Monastir e Reggina.

  • Nissa, quando il cielo non si sfiora: si tiene stretto

    È finita 0-0.

    E per una volta, a Caltanissetta, lo zero non è vuoto.
    È resistenza.
    È sofferenza.
    È testa.
    È maturità.

    È una finale playoff portata fino in fondo, anche quando la Reggina ha spinto, ha assaltato, ha cercato di trasformare il secondo tempo supplementare in un assedio.

    Il punto

    La Nissa ha retto.
    E nel calcio, certe volte, reggere vale quanto segnare.

    La Nissa partiva davanti.
    Aveva chiuso il campionato con 67 punti in 34 partite.
    67 / 34 = 1,97

    La Reggina aveva chiuso con 66 punti.
    66 / 34 = 1,94

    Tradotto: la Nissa aveva due risultati su tre.
    Poteva vincere.
    Poteva pareggiare.
    E ha fatto quello che doveva fare.

    Ha sofferto.
    Ha stretto i denti.
    Ha difeso il vantaggio della classifica.
    Ha attraversato i supplementari senza farsi travolgere.

    E intanto, mentre al Tomaselli si giocava con il cuore in gola, la graduatoria nazionale cambiava volto.

    Tra le vincenti playoff già definite, la situazione è questa:

    1. Teramo – 74 punti in 34 partite – coefficiente 2,18
    2. Ligorna – 72 punti in 34 partite – coefficiente 2,12
    3. Nissa – 67 punti in 34 partite – coefficiente 1,97
    4. Piacenza – 64 punti in 34 partite – coefficiente 1,88

    Il Lentigione aveva un coefficiente altissimo:
    73 punti in 34 partite.
    73 / 34 = 2,15

    Sarebbe stato davanti alla Nissa.
    Ma ha perso la finale playoff contro il Piacenza.
    Quindi resta sopra nei numeri, ma fuori dalla classifica delle vincenti.

    E questa è la notizia pesante.

    La Nissa, con questo 0-0, resta dentro.
    Davanti al Piacenza.
    Dietro Teramo e Ligorna.
    Dentro una graduatoria dove anche i decimali possono pesare più dei gol.

    Oggi non è stata una partita bella.
    È stata una partita seria.

    Di quelle in cui non vinci con l’estetica, ma con la tenuta.
    Di quelle in cui non serve fare poesia, serve non crollare.
    Di quelle in cui ogni rinvio sembra una sentenza, ogni cross sembra un processo, ogni secondo dura quanto una conferenza dei servizi.

    La Reggina è una piazza importante.
    Ha spinto.
    Ha cercato il colpo.
    Ha assaltato nel finale.

    Ma la Nissa non si è piegata.
    E questo conta.

    Conta perché Caltanissetta non aveva bisogno dell’ennesimo “quasi”.
    Quasi promossi.
    Quasi ripescati.
    Quasi felici.

    Oggi la Nissa ha fatto una cosa semplice e difficilissima:
    è rimasta in piedi.

    Ora non bisogna ubriacarsi.
    Non bisogna vendere miracoli.
    Non bisogna trasformare una graduatoria in una promozione già scritta.
    Ma nemmeno fare finta che non sia successo nulla.

    La Nissa ha vinto i playoff del girone.
    Ha superato la Reggina.
    È dentro la corsa nazionale delle vincenti.
    E adesso può guardare avanti.

    Con prudenza.
    Con lucidità.
    Con ambizione.

    Perché il treno, stavolta, non è passato davanti a Caltanissetta lasciandola sul marciapiede.

    Il treno è ancora lì.
    E la Nissa, almeno per oggi, ci è salita.

    ironIA
    satira con intelligenza
    ironIA.online