Tag: Centro storico

  • Caltanissetta, ri-abitare la Pescheria

    Caltanissetta, ri-abitare la Pescheria

    IL CAFFÈ DEL MATTINO ☕

    RI-ABITARE LA PESCHERIA.
    ORA TOCCA RI-ABITARE IL CENTRO.

    Buongiorno da Caltanissetta.

    Ieri si è svolta “Ri-Abitare la Pescheria”, iniziativa pensata per valorizzare il centro storico e uno degli spazi che fanno parte della memoria della città.

    Bello.

    Necessario.

    Perfino poetico.

    Perché a Caltanissetta ormai siamo arrivati a un punto molto avanzato della rigenerazione urbana:

    prima bisogna ri-abitare.

    Poi ri-accendere.

    Poi ri-aprire.

    Poi ri-pulire.

    Poi ri-crederci.

    E infine, se resta tempo, magari ri-passare dal centro.

    La Pescheria è uno di quei luoghi che raccontano una città vera, popolare, viva.

    Una città dove un tempo si comprava il pesce.

    Oggi, più modestamente, si cerca di pescare qualche idea.

    Il problema non è l’iniziativa.

    Il problema è che il centro storico non può vivere solo di eventi, giornate aperte e buone intenzioni.

    Ha bisogno di presenza.

    Servizi.

    Pulizia.

    Commercio.

    Sicurezza.

    Abitanti.

    E soprattutto continuità.

    Perché “ri-abitare” è una parola bellissima.

    Ma se dopo la locandina torna il silenzio, più che ri-abitare rischiamo di ri-salutare.

    Noi comunque seguiamo con attenzione.

    E con il caffè in mano.

    Che almeno quello, al mattino, è ancora un servizio essenziale.

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  • Vittoria, bagno a cielo aperto

    VITTORIA, LA CITTA BAGNO A CIELO APERTO.

    IL DECORO HA PERSO IL SENSO DEL PUDORE.

    A Vittoria il problema non e più solo urbano.

    E anatomico.

    Nel centro storico alcune persone userebbero vicoli, strade e spazi pubblici come bagni all’aperto.

    Residenti esasperati.

    Decoro disperso.

    Senso civico non pervenuto.

    La città, in pratica, non chiede più grandi opere.

    Chiede almeno che certe urgenze vengano gestite lontano dai portoni.

    Perché quando una comunità deve discutere pubblicamente di pipi, puzza e dignità urbana, significa che qualcosa si e rotto prima dei marciapiedi.

    E non serve nemmeno un piano strategico.

    Basterebbe ricordare che lo spazio pubblico non e un bagno privato con vista sulla rassegnazione.

    In Sicilia ormai siamo oltre l’emergenza rifiuti.

    Siamo entrati nella raccolta differenziata del pudore.

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