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  • Caltanissetta, l’antenna che guardava

    Caltanissetta, l’antenna che guardava

    I FATTI DELLA SERA 🌙

    L’ANTENNA CHE PER SETTANT’ANNI HA GUARDATO CALTANISSETTA

    Oggi si torna a discutere del futuro dell’area dell’ex Antenna Rai di Sant’Anna.

    E forse vale la pena ricordare cosa fosse davvero.

    Non era soltanto un traliccio.

    Era uno dei simboli della città.

    Costruita tra il 1949 e il 1951, alta 286 metri, per anni fu considerata la torre più alta d’Europa e successivamente la struttura costruita dall’uomo più alta d’Italia. Da quella collina i segnali radio della Rai raggiungevano gran parte del Mediterraneo.

    Per decenni è stata il punto di riferimento visivo dei nisseni.

    Quando tornavi a casa la vedevi.

    Quando partivi la lasciavi alle spalle.

    Quando qualcuno chiedeva dove fosse Caltanissetta, bastava indicare quella gigantesca linea nel cielo.

    Poi arrivarono la dismissione degli impianti, i problemi strutturali, i ricorsi, le polemiche, i vincoli, le revoche dei vincoli, le petizioni e i comitati.

    Infine, il 23 luglio 2025, l’antenna è stata demolita.

    Adesso il dibattito si sposta sull’area.

    Si parla di più di 125 mila metri quadrati sulla collina Sant’Anna.

    E qui nasce la domanda.

    Per anni abbiamo discusso se salvare l’antenna.

    Oggi discutiamo su cosa fare dopo averla persa.

    Tradotto male:

    a Caltanissetta siamo bravissimi a parlare del futuro.

    Di solito iniziamo quando il passato non c’è più.

    ironIA.online
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  • Sicilia, oggi si vota

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    𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝗔𝗟𝗭𝗔𝗧𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗦𝗜 𝗩𝗢𝗧𝗔

    Buongiorno dalla Sicilia.

    È domenica 24 maggio.

    Il giorno dopo Capaci.

    E certe cose restano.

    Restano i nomi.

    Restano le immagini.

    Restano le parole dette ieri.

    Restano le corone, le cerimonie, le scuole, le piazze, le istituzioni.

    Ma soprattutto resta la domanda più difficile:

    che cosa facciamo della memoria quando finisce la commemorazione?

    Perché ricordare è necessario.

    Ma il giorno dopo bisogna anche amministrare.

    E infatti oggi la Sicilia si sveglia con le urne aperte.

    Domenica 24 e lunedì 25 maggio si vota per le amministrative in 71 comuni siciliani, compresi i capoluoghi Agrigento, Enna e Messina. In 54 comuni si eleggono sindaci e consigli comunali con il sistema maggioritario, in 17 con il proporzionale.

    Tradotto male

    Tradotto male:

    la Sicilia passa dalla memoria civile alla scheda elettorale.

    Che è un passaggio delicato.

    Perché la memoria dice: responsabilità.

    La scheda dice: ora vediamo se avete capito.

    In teoria, la democrazia è semplice.

    Si entra.

    Si vota.

    Si piega la scheda.

    Si esce.

    In pratica, in Sicilia, prima si commenta il candidato.

    Poi si commenta la lista.

    Poi si commenta l’alleanza.

    Poi si commenta chi non si è candidato.

    Poi si commenta chi si è candidato troppo.

    Poi si commenta chi ha detto che non si candidava e invece eccolo lì.

    Infine, se resta tempo, si vota.

    Nel frattempo, la domenica siciliana prova anche a fare la domenica.

    Ci sono borghi da visitare, eventi, passeggiate, iniziative culturali e il solito calendario che tenta di convincerci che l’isola sia organizzata.

    Ad esempio, tra il 22 e il 24 maggio proseguono appuntamenti del weekend in provincia di Caltanissetta e in Sicilia, compresi percorsi ed eventi legati ai “Borghi dei Tesori”.

    Che è bello.

    Perché mentre alcuni vanno al seggio, altri vanno nei borghi.

    E qualcuno, probabilmente, riesce pure a fare entrambe le cose.

    Prima vota.

    Poi visita.

    Poi prende il caffè.

    Poi dice che tanto non cambia niente.

    Ma lo dice con vista panoramica.

    La Sicilia del mattino è questa:

    memoria ancora addosso,

    urne aperte,

    borghi aperti,

    bar aperti,

    discussioni già apertissime.

    E una certezza:

    in Sicilia la domenica non è mai solo domenica.

    È sempre anche un test istituzionale, un rito sociale, una chiacchiera da bar e un esame collettivo di pazienza.

    Buongiorno così.

    Con il caffè.

    Con la memoria.

    Con la scheda.

    E con la speranza che, almeno stavolta, il voto non venga spiegato meglio dal risultato che dalle promesse.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔
    𝘀𝗮𝘁𝗶𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮
    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲

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  • Gibellina diventa un gioco da tavolo

    Gibellina diventa un gioco da tavolo.

    Si chiama “I-be-dna” ed è dedicato alla storia della città, tra memoria, identità, arte e Cretto di Burri.

    Finalmente una ricostruzione siciliana con un regolamento chiaro.

    Il punto

    Tiri il dado.
    Avanzi di tre caselle.
    Peschi una carta.

    “Attendi finanziamento”.

    Salti un turno.

    Poi arrivi alla casella speciale:

    “Completamento opera pubblica”.

    E lì il gioco diventa fantasy.

    Però l’idea è bella:
    raccontare Gibellina attraverso un gioco significa trasformare memoria, ferite e rinascita in esperienza condivisa.

    E in Sicilia, dove spesso la realtà sembra già una partita infinita, almeno stavolta qualcuno ha messo sul tavolo le regole.

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    #ironIA #Gibellina #CrettoDiBurri #ValleDelBelice #TerremotoDelBelice #Sicilia #GiocoDaTavolo #CulturaSiciliana #ArteContemporanea #Memoria #Identità #SatiraSiciliana

    Percorso culturale: Gibellina, I-be-dna, Cretto di Burri, Valle del Belice, terremoto del Belice, gioco da tavolo, memoria, identità, arte contemporanea e cultura siciliana.