Tag: Serie C

  • Nissa, Lotito accende il Girone I

    Nissa, Lotito accende il Girone I

    A REGGIO ARRIVA LOTITO.
    A CALTANISSETTA ARRIVANO I RICORDI.

    La Reggina passa al gruppo Lotito.

    Obiettivo dichiarato: vincere il Girone I di Serie D e tornare subito in Serie C.

    Tradotto: mentre qualcuno aspetta il ripescaggio, qualcun altro prova a evitare di doverlo chiedere.

    E per la Nissa la cosa ha anche un certo sapore.

    Perché con la Reggina, quest’anno, non sono mancati incroci, attese, playoff, dichiarazioni e vecchie scintille. Giovannone aveva pure detto che pensava di dover rincorrere la Reggina, immaginandola molto più avanti in classifica. Poi il campo ha raccontato altro.

    Adesso però a Reggio arriva Lotito.

    Uno che di solito non entra per partecipare alla sagra del “faremo il possibile”.

    Entra per provare a vincere.

    Quindi il prossimo Girone I rischia di essere semplice da spiegare:

    la Reggina vuole salire.

    La Nissa vuole salire.

    Gli altri, possibilmente, vorrebbero almeno capire se stanno giocando un campionato o una guerra fredda con i comunicati stampa.

    Poi magari il campo dirà altro.

    Ma intanto una cosa l’ha già detta:

    nel Girone I non basterà più dire “puntiamo in alto”.

    Bisognerà pure portare la scala.

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  • Trapani, la frode esce dal campo

    TRAPANI, LA FRODE ESCE DAL CAMPO.

    MA I PUNTI NON RIENTRANO DAGLI SPOGLIATOI.

    A Trapani la partita più complicata non si gioca né al Provinciale né al palazzetto.

    Si gioca tra F24, crediti fiscali, giustizia tributaria e giustizia sportiva.

    Secondo quanto riportato da La Sicilia, la Corte di Giustizia Tributaria di Trapani avrebbe escluso, nel giudizio tributario, la prova di una strategia fraudolenta nell’utilizzo dei crediti in compensazione.

    Tradotto male:

    nel giudizio tributario non emerge la prova della frode.

    Non e assoluzione totale.

    E più una specie di:

    “potevate controllare meglio, ma non era il cartello di Medellin dell’F24”.

    Le sanzioni fiscali vengono dimezzate.

    Antonini adesso chiede la riammissione del Trapani Calcio in Serie C e del Trapani Shark in Serie A.

    Pero attenzione: i punti tolti non tornano da soli.

    Per quelli non basta il giudice tributario.

    Serve convincere anche la giustizia sportiva, che in Italia viaggia su un binario parallelo.

    A volte così parallelo che non incontra nemmeno la realtà.

    Quindi:

    la partita tributaria cambia il racconto.

    La partita sportiva, invece, resta ancora tutta da giocare.

    In sintesi:

    la frode esce dalla porta.

    La prudenza resta sul verbale.

    E i tifosi aspettano di capire se almeno i punti possono rientrare dalla finestra.

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    Fatti, realtà e satira.

    Senza autorizzazione preventiva.

    Fonte: La Sicilia.

  • Catania, il Massimino fa il pieno

    CATANIA, IL MASSIMINO FA IL PIENO.

    A Catania il Massimino e già quasi sold out per la seconda sfida.

    E questa, in Sicilia, e quasi una notizia istituzionale.

    Il punto

    Perché qui spesso si bloccano i concorsi, si fermano i lavori, si aspettano pareri, si inseguono autorizzazioni, si aprono tavoli tecnici.

    Poi arriva il calcio.

    E improvvisamente tutto si riempie.

    Lo stadio.

    La curva.

    La città.

    Le conversazioni al bar.

    Le chat.

    Le speranze.

    Quando in Sicilia funziona qualcosa, di solito e una curva.

    E forse e proprio questo il punto.

    Dove la burocrazia divide, il pallone raduna.

    Dove la politica rinvia, il tifoso arriva prima.

    Dove il comunicato istituzionale si perde tra le virgole, la curva spiega tutto in novanta minuti.

    Il Massimino fa il pieno.

    E almeno per una sera Catania non deve chiedere un parere.

    Deve solo spingere.

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  • Nissa, Serie C e ripescaggio

    La Nissa ha vinto i playoff del Girone I.
    Non con un gol.
    Non con una goleada.
    Non con il cinema.
    Con uno 0-0 contro la Reggina e con il miglior piazzamento in campionato.
    Che, nei playoff di Serie D, vale quanto un centravanti al novantesimo.

    Ora però comincia un altro campionato.
    Quello senza pallone.
    Quello della graduatoria ripescaggi per la Serie C.
    E qui la Nissa è messa bene, ma non può ancora festeggiare.

    Secondo le ricostruzioni sulla griglia delle vincenti playoff, davanti ci sono:
    Teramo.
    Ligorna.
    Poi c’è la Nissa.

    Il punto

    Dietro:
    Piacenza.
    Legnago o Union Clodiense.
    Chievo Verona.
    Paganese.
    Seravezza Pozzi.
    Monastir.

    Tradotto: la Nissa non è prima, ma è sul podio.
    E in una graduatoria estiva, stare sul podio significa una cosa sola:
    si può sperare.

    Ma attenzione.
    Il ripescaggio in Serie C non è una promozione mascherata.
    Non basta vincere i playoff.
    Non basta avere una piazza calda.
    Non basta dire “Caltanissetta merita la Serie C”.

    Serve che si liberino posti.
    Serve che arrivi il turno della Serie D nella sequenza federale.
    Serve presentare domanda.
    Serve avere i conti in ordine.
    Serve avere garanzie.
    Serve avere uno stadio in regola.
    Serve rispettare i requisiti della Lega.
    E, con ogni probabilità, servirà anche che il Comune di Caltanissetta faccia la sua parte.

    Perché quando si parla di impianti, adeguamenti, autorizzazioni, disponibilità dello stadio e requisiti infrastrutturali, il calcio non è più soltanto affare della società.
    Diventa anche una questione cittadina.

    Serve, soprattutto, non farsi trovare impreparati quando il calcio smette di essere tifo e diventa fascicolo.

    Perché adesso la partita non è più solo Nissa-Reggina.
    Adesso la partita è:
    Nissa contro Teramo.
    Nissa contro Ligorna.
    Nissa contro Piacenza.
    Nissa contro Chievo.
    Nissa contro Paganese.
    Nissa contro tutte le società che, dal Nord al Sud, guardano la stessa porta stretta.

    E il punto è proprio questo.
    Teramo è una piazza pesante, con ambizione e struttura.
    Ligorna è davanti in graduatoria, ma bisognerà capire se vorrà e potrà davvero sostenere il salto.
    Piacenza è dietro, ma ha nome, storia e stadio.
    Chievo è un marchio che al Nord pesa ancora.
    Paganese conosce bene certi campionati.
    Seravezza e Monastir sono storie bellissime, ma il salto in Serie C non è una favola: è un bilancio, una fideiussione, uno stadio, una struttura.

    E la Nissa?
    La Nissa ha una cosa enorme: una città che ha fame di calcio vero.
    Ma ora deve dimostrare di avere anche tutto il resto.

    Perché il calcio professionistico non si conquista soltanto con il cuore.
    Si conquista con la programmazione.
    Con i soldi.
    Con le carte.
    Con gli impianti.
    Con le scadenze rispettate.
    Con una società che sa muoversi prima degli altri.
    E con istituzioni locali pronte a non perdere tempo.

    La vittoria playoff ha dato alla Nissa il diritto di sedersi al tavolo.
    Adesso bisogna capire se a quel tavolo si porta solo entusiasmo o anche documenti.

    Perché la Serie C, d’estate, non arriva con gli applausi.
    Arriva con la PEC.
    Arriva con le verifiche.
    Arriva con le Licenze Nazionali.
    Arriva con i requisiti infrastrutturali.
    Arriva con le garanzie economiche.
    Arriva con una domanda presentata bene, nei tempi giusti, senza sbavature.

    E allora diciamolo chiaramente:
    la Nissa non deve solo sperare nei problemi degli altri.
    Deve farsi trovare pronta.
    E anche Caltanissetta deve farsi trovare pronta.

    Perché se si apre una porta, non si può scoprire all’ultimo minuto che manca una chiave.

    Se Teramo ha tutto, va avanti Teramo.
    Se Ligorna ha tutto, va avanti Ligorna.
    Se qualcuno davanti rinuncia, tentenna o non supera i requisiti, la Nissa deve essere lì.
    Non a chiedere tempo.
    Non a cercare carte.
    Non a inseguire firme.
    Deve essere già pronta.

    Perché dopo un campionato perso per due punti, dopo una stagione piena di tensioni, dopo una finale playoff vinta col regolamento, questa è forse la prima vera prova da società professionistica.

    Non più il campo.
    La struttura.
    Non più il coro.
    La programmazione.
    Non più il sogno.
    Il progetto.

    Caltanissetta può legittimamente sognare la Serie C.
    Ma adesso la domanda non è più se la Nissa la meriti.
    La domanda è un’altra:
    la Nissa è pronta a prenderla, se si apre la porta?
    E il Comune è pronto a fare la sua parte, se servirà?

    Perché stavolta il treno non passerà dal dischetto.
    Passerà dalla Lega.
    E bisogna salirci con il biglietto giusto.

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