Tag: Sicilia

  • Caltanissetta, il caldo era già pronto

    Caltanissetta, il caldo era già pronto

    IL CAFFÈ DEL MATTINO ☕

    ARRIVA IL CALDO AFRICANO.
    CALTANISSETTA ERA GIÀ PRONTA.

    Buongiorno dalla Sicilia.

    Arriva il caldo africano.

    Che, detto così, sembra una novità.

    A Caltanissetta, invece, lo abbiamo accolto con la compostezza di chi aveva già fatto il check-in.

    Asfalto caldo.

    Saracinesche incandescenti.

    Volanti trasformate in forni ventilati.

    Marciapiedi con effetto griglia.

    E quella splendida abitudine nissena di dire:

    “oggi c’è caldo”,

    come se fosse una breaking news dell’ONU.

    Secondo le previsioni, le temperature sono destinate a salire.

    Ma noi siamo sereni.

    Perché qui il caldo non arriva.

    Torna.

    Come un parente che ha ancora le chiavi di casa.

    E ogni estate ci ricorda una grande verità:

    Caltanissetta non subisce l’anticiclone africano.

    Lo ospita.

    Con parcheggio al sole.

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  • Caltanissetta, l’antenna che guardava

    Caltanissetta, l’antenna che guardava

    I FATTI DELLA SERA 🌙

    L’ANTENNA CHE PER SETTANT’ANNI HA GUARDATO CALTANISSETTA

    Oggi si torna a discutere del futuro dell’area dell’ex Antenna Rai di Sant’Anna.

    E forse vale la pena ricordare cosa fosse davvero.

    Non era soltanto un traliccio.

    Era uno dei simboli della città.

    Costruita tra il 1949 e il 1951, alta 286 metri, per anni fu considerata la torre più alta d’Europa e successivamente la struttura costruita dall’uomo più alta d’Italia. Da quella collina i segnali radio della Rai raggiungevano gran parte del Mediterraneo.

    Per decenni è stata il punto di riferimento visivo dei nisseni.

    Quando tornavi a casa la vedevi.

    Quando partivi la lasciavi alle spalle.

    Quando qualcuno chiedeva dove fosse Caltanissetta, bastava indicare quella gigantesca linea nel cielo.

    Poi arrivarono la dismissione degli impianti, i problemi strutturali, i ricorsi, le polemiche, i vincoli, le revoche dei vincoli, le petizioni e i comitati.

    Infine, il 23 luglio 2025, l’antenna è stata demolita.

    Adesso il dibattito si sposta sull’area.

    Si parla di più di 125 mila metri quadrati sulla collina Sant’Anna.

    E qui nasce la domanda.

    Per anni abbiamo discusso se salvare l’antenna.

    Oggi discutiamo su cosa fare dopo averla persa.

    Tradotto male:

    a Caltanissetta siamo bravissimi a parlare del futuro.

    Di solito iniziamo quando il passato non c’è più.

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  • UniPa, la rete ritrova i talenti

    UniPa, la rete ritrova i talenti

    IL CAFFÈ DEL MATTINO SPIEGATO MALE ☕

    UNIPA, NASCE LA RETE DEGLI EX.
    PERCHÉ I TALENTI, PRIMA, BISOGNA RITROVARLI.

    Buongiorno dalla Sicilia.

    Nasce la rete Alumni UniPa, pensata per collegare ex studenti, professionisti, competenze e talenti formati dall’Università di Palermo.

    Un progetto bello, utile, necessario.

    Perché creare comunità tra chi è passato dall’università siciliana può aiutare a costruire relazioni, opportunità, ritorni e collaborazioni.

    Tradotto male:

    contro la fuga dei cervelli, intanto cominciamo facendo l’elenco di quelli che sono riusciti a fuggire.

    Che non è poco.

    Perché in Sicilia il talento spesso nasce qui, studia qui, si forma qui, si affeziona pure.

    Poi guarda stipendi, concorsi, servizi, trasporti e prospettive.

    Saluta tutti.

    E diventa “risorsa siciliana nel mondo”.

    Espressione bellissima.

    Un modo elegante per dire:

    non siamo riusciti a trattenerlo, però almeno adesso possiamo invitarlo a un convegno.

    Naturalmente la rete Alumni è una buona idea.

    Chi è andato via non va perso.

    Va ascoltato, coinvolto, ricollegato.

    Messo in condizione di aiutare, investire, collaborare, tornare o almeno non dimenticare da dove è partito.

    Però la domanda resta:

    dopo aver ritrovato i talenti, la Sicilia è pronta a farli restare?

    Perché una rete è importante.

    Ma se poi il lavoro è debole, i servizi arrancano, le opportunità sono poche, la burocrazia scoraggia e il merito deve sempre chiedere permesso,

    allora più che una rete diventa una videochiamata affettuosa con chi ce l’ha fatta altrove.

    La Sicilia del mattino è questa:

    forma talenti,

    li saluta all’aeroporto,

    poi crea una rete per non perderli del tutto.

    Noi prendiamo il caffè.

    Da siciliani che vorrebbero una terra capace non solo di esportare intelligenza,

    ma anche di farla tornare a casa senza chiederle un atto di eroismo.

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  • Sicilia, la politica riscopre le regole

    Sicilia, la politica riscopre le regole

    I FATTI DELLA SERA COMMENTATI MALE 🗞️

    SICILIA, LA POLITICA RISCOPRE LE REGOLE.
    PERFINO QUELLE DEL FURTO.

    Giro serale tra i fatti siciliani.

    In una frase attribuita oggi a Gianfranco Miccichè, parlando della politica siciliana, sarebbe emerso un concetto destinato a restare:

    anche il furto, in politica, avrebbe avuto delle regole.

    E in Sicilia, secondo lui, sarebbero saltate pure quelle.

    Tradotto male:

    siamo passati dalla questione morale

    alla questione regolamentare del malaffare.

    Una volta, almeno, c’era il galateo.

    Ora nemmeno quello.

    Naturalmente la frase è politica.

    È provocatoria.

    È polemica.

    È tutta da attribuire a chi l’ha detta.

    Però fotografa bene una sensazione diffusa:

    la politica siciliana sembra spesso un condominio in cui tutti parlano di ordine,

    ma nessuno trova più il regolamento.

    Si parla di partiti svuotati.

    Di correnti.

    Di candidati.

    Di accordi.

    Di potere.

    Di elezioni anticipate.

    Di assetti da rifare.

    Di alleanze da ricucire.

    Di territori da ascoltare.

    Di classi dirigenti da rigenerare.

    Sempre le stesse parole.

    Sempre gli stessi tavoli.

    Sempre lo stesso lessico da pronto soccorso istituzionale:

    ferite,

    strappi,

    ricomposizioni,

    chiarimenti,

    verifiche,

    rilanci.

    La Sicilia della sera è questa:

    una politica che invoca le regole

    dopo averle trattate per anni come consigli non vincolanti.

    E quando perfino il “furto” viene evocato come qualcosa che un tempo avrebbe avuto un ordine,

    forse il problema non è solo chi ruba.

    È chi ha reso normale parlarne come se fosse una vecchia tradizione amministrativa.

    Noi, modestamente, preferiremmo una politica senza furti.

    Con regole semplici.

    Trasparenti.

    Comprensibili.

    Applicate.

    E magari senza bisogno di nostalgia per quando anche il malaffare, almeno, pare avesse un codice di comportamento.

    Perché se la politica siciliana deve ripartire,

    forse non serve un rinascimento.

    Serve prima l’educazione civica.

    Quella base.

    Capitolo uno:

    le regole non si scoprono quando saltano.

    Si rispettano prima.

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  • Caltanissetta, case a 1 euro e meriti cari

    Caltanissetta, case a 1 euro e meriti cari

    𝗖𝗔𝗦𝗘 𝗔 𝟭 𝗘𝗨𝗥𝗢

    𝗠𝗔 𝗜 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗜𝗡 𝗢𝗙𝗙𝗘𝗥𝗧𝗔

    A Caltanissetta il progetto delle “case a 1 euro” riesce dove pochi riescono: far costare pochissimo gli immobili e tantissimo il riconoscimento politico.

    Perché il tema non è solo comprare una casa a un euro.

    Il vero affare è riuscire a intestarsi l’idea.

    Uno presenta.
    Uno rilancia.
    Uno ricorda.
    Uno ringrazia.
    Uno precisa.
    Uno rivendica.
    Uno dice: “nessuno vuole prendersi meriti”.

    Che, tradotto in politichese locale, significa:

    “Il merito è di tutti, purché si capisca che è mio”.

    Nel frattempo le case restano lì.
    A un euro.

    I comunicati, invece, valgono molto di più.

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    #ironIA #Caltanissetta #CaseA1Euro #PoliticaLocale #Satira #Sicilia #IroniaOnline

  • CEFPAS, oggi 11 giugno gli interrogatori

    𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗙𝗙È 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗢 𝗦𝗣𝗜𝗘𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗠𝗔𝗟𝗘 ☕

    𝗖𝗘𝗙𝗣𝗔𝗦, 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝟭𝟭 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗥𝗢𝗚𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜.
    𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗦𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗖𝗔𝗩𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜.
    𝗢𝗥𝗔 𝗦𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗖𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗗𝗔𝗚𝗔𝗧𝗜.

    Buongiorno da Caltanissetta.

    Oggi, 11 giugno, nell’inchiesta CEFPAS sono previsti gli interrogatori preventivi davanti al GIP.

    La Procura ha chiesto misure cautelari.

    Il GIP ascolterà le difese.

    Poi deciderà.

    Tradotto male:

    dopo mesi di incarichi, appalti, nomine, pizzini, telefonate, sospetti, esposti e comunicati,

    adesso arriva il momento meno creativo:

    le domande.

    Quelle vere.

    Quelle in Tribunale.

    L’inchiesta, secondo le fonti di stampa, riguarda ipotesi di corruzione, falso ideologico, incarichi e appalti ritenuti pilotati.

    Gli indagati restano, naturalmente, presunti innocenti.

    E questo va detto.

    Sempre.

    Però politicamente il quadro è già enorme.

    Perché il CEFPAS non è un circolo privato.

    È un ente pubblico.

    Forma personale sanitario.

    Gestisce risorse.

    Distribuisce incarichi.

    E dovrebbe essere un presidio di competenza, trasparenza e merito.

    Non un luogo dove la formazione rischia di diventare deformazione amministrativa.

    La Sicilia del mattino è questa:

    un centro che dovrebbe insegnare come funziona la sanità pubblica,

    e un’inchiesta che prova a capire come funzionavano certe scelte.

    Oggi parleranno gli indagati.

    Poi parlerà il GIP.

    Intanto una cosa è già chiara:

    quando la politica entra troppo nei luoghi della formazione,

    prima o poi qualcuno deve tornare a scuola.

    Ma davanti al giudice.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲
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    #ironIA #CaffèDelMattino #CEFPAS #Caltanissetta #Sicilia #Sanità #PoliticaSiciliana #Inchiesta #Trasparenza #CommentiamoFatti

  • Sicilia, il teatro arriva a scuola

    IL CAFFÈ DEL MATTINO
    LA REGIONE PORTA IL TEATRO A SCUOLA.
    FINALMENTE SI STUDIA CIÒ CHE GIÀ VIVIAMO.

    La Regione Siciliana destina 800 mila euro a progetti per diffondere la cultura teatrale tra gli studenti.

    Obiettivo: portare spettacoli, attività performative e linguaggi teatrali nelle scuole dell’Isola.

    Ottima idea.

    Anzi, necessaria.

    Perché in Sicilia il teatro è materia fondamentale.

    Lo troviamo nei consigli comunali.
    Nelle conferenze stampa.
    Nei comunicati trionfali.
    Nei tavoli tecnici.
    Nelle inaugurazioni senza seguito.
    Nei tagli di nastro con replica stagionale.

    Adesso però arriva anche a scuola.

    Almeno gli studenti potranno distinguere tra tragedia, commedia, farsa e atto amministrativo.

    E magari capiranno presto una cosa importante:

    il teatro è arte nobile.

    Il teatrino, invece, è amministrazione ordinaria.

    Buongiorno Sicilia.

    Il sipario si apre.

    Il copione, purtroppo, lo conosciamo già.

    ironIA.online
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    #ironIA #ironiaonline #CaffèDelMattino #Sicilia #RegioneSiciliana #Scuola #Teatro #Satira #PoliticaSiciliana

  • Sicilia bellissima, Schifani esulta

    THE TELEGRAPH SCOPRE CHE LA SICILIA È BELLISSIMA.
    LA REGIONE TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO.

    Renato Schifani esulta: The Telegraph definisce la Sicilia la più bella isola del Mediterraneo.

    E meno male.

    Per un attimo abbiamo temuto che, dopo aeroporti in tilt, sanità in affanno, incendi, strade creative, rifiuti coreografici e concorsi sospesi, qualcuno potesse accorgersi che qui il paesaggio lavora molto meglio dell’amministrazione.

    Il Telegraph parla di mare, storia, cultura, ospitalità, autenticità, comunità.

    Tutto vero.

    La Sicilia è talmente bella che riesce ancora a fare bella figura anche quando la politica ci mette del suo.

    Anzi, forse il vero miracolo siciliano è questo:

    avere templi greci, barocco, Etna, arancine, mare, luce, tramonti e persone straordinarie…

    e riuscire comunque a sopravvivere ai comunicati stampa di soddisfazione.

    Schifani dice che l’articolo è “riparatorio”.

    Noi siamo d’accordo.

    Ripara l’immagine della Sicilia.

    Per riparare il resto, invece, servirebbe un altro Telegraph.

    Forse con allegato il libretto delle istruzioni.

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  • Sicilia, turismo esperienziale spiegato male

    𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗙𝗙È 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗢 𝗦𝗣𝗜𝗘𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗠𝗔𝗟𝗘 ☕

    𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝟯 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗧𝗨𝗥𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗘.
    𝗟’𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗦𝗣𝗘𝗦𝗦𝗢, 𝗖𝗢𝗠𝗜𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗗𝗔.

    Buongiorno dalla Sicilia.

    La Regione finanzia dodici progetti di turismo esperienziale con 3 milioni di euro.

    Greenway.

    Cammini.

    Percorsi innovativi.

    Itinerari.

    Esperienze.

    Territori da scoprire.

    Tradotto male:

    la Sicilia punta sul turismo lento.

    Anche perché, in molti casi, veloce non si può.

    L’idea è bellissima.

    Camminare.

    Attraversare borghi.

    Valorizzare paesaggi.

    Collegare luoghi.

    Raccontare territori.

    Fare vivere al turista un’esperienza autentica.

    Solo che in Sicilia l’esperienza, spesso, comincia prima ancora di arrivare.

    Comincia sulla strada.

    Con la buca.

    Con la deviazione.

    Con il cartello scolorito.

    Con Google Maps che a un certo punto si arrende.

    Con il turista che chiede: “ma è questo il percorso?”

    E il siciliano che risponde: “sì, ma piano”.

    Naturalmente il turismo esperienziale è una cosa seria.

    Può creare economia.

    Può portare visitatori nei luoghi meno battuti.

    Può dare valore a cammini, natura, memoria e comunità locali.

    Però la domanda resta semplice:

    prima di vendere l’esperienza, possiamo almeno rendere raggiungibile il luogo dell’esperienza?

    Perché il turista vuole autenticità.

    Non necessariamente una prova di sopravvivenza amministrativa.

    La Sicilia del mattino è questa:

    ha paesaggi straordinari,

    borghi meravigliosi,

    percorsi potenzialmente splendidi,

    e una capacità unica di trasformare ogni viaggio in un corso intensivo di pazienza.

    Noi prendiamo il caffè.

    Lento.

    Esperienziale.

    Possibilmente senza deviazioni.

    Fonte: Regione Siciliana, 8 giugno 2026.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲
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    #ironIA #CaffèDelMattino #Sicilia #TurismoEsperienziale #RegioneSiciliana #Greenway #Cammini #Borghi #Territori #CommentiamoFatti

  • Sicilia, i ballottaggi hanno parlato

    𝗜 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗘 🗞️

    𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝗜 𝗕𝗔𝗟𝗟𝗢𝗧𝗧𝗔𝗚𝗚𝗜 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗧𝗢.
    𝗢𝗥𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗘𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗔𝗩𝗘𝗩𝗔𝗡𝗢 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢.

    Giro serale tra i fatti siciliani.

    I ballottaggi sono finiti.

    I risultati sono arrivati.

    Ad Agrigento vince Michele Sodano.

    A Bronte vince Giuseppe Gullotta con il 63,72%.

    A Ispica vince Pierenzo Muraglie con il 56,89%.

    Tradotto male:

    la Sicilia ha votato.

    Poi ha contato.

    Adesso comincia la parte più siciliana:

    spiegare perché era tutto chiarissimo già prima.

    Chi ha vinto dirà che il popolo ha mandato un segnale.

    Chi ha perso dirà che il dato va letto.

    Chi era diviso dirà che bisogna ricucire.

    Chi ha cambiato campo dirà che ha ascoltato il territorio.

    Chi non c’entrava nulla dirà che il risultato lo riguarda comunque.

    Agrigento passa al centrosinistra.

    Bronte premia Gullotta.

    Ispica sceglie Muraglie.

    Tre ballottaggi.

    Tre sindaci.

    E almeno trenta interpretazioni regionali.

    Perché in Sicilia un voto comunale non è mai solo comunale.

    È un messaggio.

    Un laboratorio.

    Un avvertimento.

    Una tendenza.

    Una scossa.

    Una verifica.

    Una riflessione.

    E, se serve, anche una “fase nuova”.

    La Sicilia della sera è questa:

    urne chiuse,

    risultati acquisiti,

    vincitori sorridenti,

    sconfitti riflessivi,

    segreterie già operative,

    e analisti pronti a spiegare che lo avevano previsto.

    Non è confusione.

    È democrazia con retroscena incorporato.

    Perché il cittadino vota per scegliere un sindaco.

    La politica, invece, ci vede sempre un romanzo.

    E possibilmente anche il seguito.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲
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    #ironIA #Sicilia #Ballottaggi #Agrigento #Bronte #Ispica #ElezioniAmministrative #PoliticaSiciliana #FattiSiciliani #SatiraConIntelligenza