Tag: Commentiamo Fatti

  • Nissa, Lotito accende il Girone I

    Nissa, Lotito accende il Girone I

    A REGGIO ARRIVA LOTITO.
    A CALTANISSETTA ARRIVANO I RICORDI.

    La Reggina passa al gruppo Lotito.

    Obiettivo dichiarato: vincere il Girone I di Serie D e tornare subito in Serie C.

    Tradotto: mentre qualcuno aspetta il ripescaggio, qualcun altro prova a evitare di doverlo chiedere.

    E per la Nissa la cosa ha anche un certo sapore.

    Perché con la Reggina, quest’anno, non sono mancati incroci, attese, playoff, dichiarazioni e vecchie scintille. Giovannone aveva pure detto che pensava di dover rincorrere la Reggina, immaginandola molto più avanti in classifica. Poi il campo ha raccontato altro.

    Adesso però a Reggio arriva Lotito.

    Uno che di solito non entra per partecipare alla sagra del “faremo il possibile”.

    Entra per provare a vincere.

    Quindi il prossimo Girone I rischia di essere semplice da spiegare:

    la Reggina vuole salire.

    La Nissa vuole salire.

    Gli altri, possibilmente, vorrebbero almeno capire se stanno giocando un campionato o una guerra fredda con i comunicati stampa.

    Poi magari il campo dirà altro.

    Ma intanto una cosa l’ha già detta:

    nel Girone I non basterà più dire “puntiamo in alto”.

    Bisognerà pure portare la scala.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Zio Sam, il dito sul dazio

    Zio Sam, il dito sul dazio

    IL VECCHIO ZIO SAM
    HA ANCORA IL DITO SUL DAZIO

    Trump avvisa l’Europa:

    se qualche Paese introduce una digital tax contro le aziende americane, gli Stati Uniti risponderanno con dazi del 100% su tutti i beni esportati verso l’America.

    Tradotto male:

    se provate a tassare Google, Meta, Amazon e compagnia cantante, noi vi tassiamo tutto.

    Il vino.

    I formaggi.

    La moda.

    La meccanica.

    L’agroalimentare.

    Pure il caciocavallo, se necessario.

    La digital tax nasce da un’idea quasi rivoluzionaria:

    le grandi piattaforme fanno soldi anche in Europa, quindi magari qualcosa potrebbero pagarlo anche in Europa.

    Risposta americana:

    bellissima idea.

    Però no.

    E così il libero mercato diventa improvvisamente molto sorvegliato.

    Libero quando incassano loro.

    Un po’ meno libero quando qualcuno prova a presentare il conto.

    Il vecchio Zio Sam, insomma, è sempre lì.

    Cappello a stelle e strisce.

    Sguardo severo.

    E dito sul dazio.

    Per ricordare al mondo una regola semplice:

    i dati sono vostri,

    i profitti sono nostri,

    e se insistete vi tassiamo pure il pecorino.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Rutte, rutto diplomatico?

    Rutte, rutto diplomatico?

    RUTTE, O RUTTO DIPLOMATICO?

    Il segretario generale della NATO voleva rassicurare Trump.

    Missione semplice:

    dire che l’Europa aveva aiutato.

    Solo che, invece di dire “gli alleati”, ha fatto l’appello.

    Italia: presente.
    Romania: presente.
    Prudenza diplomatica: assente giustificata.

    Così Rutte ha spiegato al mondo che gli americani avrebbero usato basi e spazi europei per le operazioni legate all’Iran.

    L’Italia ha precisato subito:

    “Supporto tecnico e logistico, non bellico”.

    Che tradotto significa:

    non stavamo bombardando, stavamo solo tenendo aperto il garage.

    Poi è arrivato l’Iran, che ha preso la frase, l’ha incorniciata e ha detto:

    “Grazie, questa ci serviva”.

    Alla fine Rutte voleva dimostrare fedeltà atlantica.

    Ha ottenuto una cosa diversa:

    ha fatto partire un missile diplomatico.

    Non da una base italiana.

    Da una conferenza stampa.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Caltanissetta, ri-abitare la Pescheria

    Caltanissetta, ri-abitare la Pescheria

    IL CAFFÈ DEL MATTINO ☕

    RI-ABITARE LA PESCHERIA.
    ORA TOCCA RI-ABITARE IL CENTRO.

    Buongiorno da Caltanissetta.

    Ieri si è svolta “Ri-Abitare la Pescheria”, iniziativa pensata per valorizzare il centro storico e uno degli spazi che fanno parte della memoria della città.

    Bello.

    Necessario.

    Perfino poetico.

    Perché a Caltanissetta ormai siamo arrivati a un punto molto avanzato della rigenerazione urbana:

    prima bisogna ri-abitare.

    Poi ri-accendere.

    Poi ri-aprire.

    Poi ri-pulire.

    Poi ri-crederci.

    E infine, se resta tempo, magari ri-passare dal centro.

    La Pescheria è uno di quei luoghi che raccontano una città vera, popolare, viva.

    Una città dove un tempo si comprava il pesce.

    Oggi, più modestamente, si cerca di pescare qualche idea.

    Il problema non è l’iniziativa.

    Il problema è che il centro storico non può vivere solo di eventi, giornate aperte e buone intenzioni.

    Ha bisogno di presenza.

    Servizi.

    Pulizia.

    Commercio.

    Sicurezza.

    Abitanti.

    E soprattutto continuità.

    Perché “ri-abitare” è una parola bellissima.

    Ma se dopo la locandina torna il silenzio, più che ri-abitare rischiamo di ri-salutare.

    Noi comunque seguiamo con attenzione.

    E con il caffè in mano.

    Che almeno quello, al mattino, è ancora un servizio essenziale.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Caltanissetta, l’antenna che guardava

    Caltanissetta, l’antenna che guardava

    I FATTI DELLA SERA 🌙

    L’ANTENNA CHE PER SETTANT’ANNI HA GUARDATO CALTANISSETTA

    Oggi si torna a discutere del futuro dell’area dell’ex Antenna Rai di Sant’Anna.

    E forse vale la pena ricordare cosa fosse davvero.

    Non era soltanto un traliccio.

    Era uno dei simboli della città.

    Costruita tra il 1949 e il 1951, alta 286 metri, per anni fu considerata la torre più alta d’Europa e successivamente la struttura costruita dall’uomo più alta d’Italia. Da quella collina i segnali radio della Rai raggiungevano gran parte del Mediterraneo.

    Per decenni è stata il punto di riferimento visivo dei nisseni.

    Quando tornavi a casa la vedevi.

    Quando partivi la lasciavi alle spalle.

    Quando qualcuno chiedeva dove fosse Caltanissetta, bastava indicare quella gigantesca linea nel cielo.

    Poi arrivarono la dismissione degli impianti, i problemi strutturali, i ricorsi, le polemiche, i vincoli, le revoche dei vincoli, le petizioni e i comitati.

    Infine, il 23 luglio 2025, l’antenna è stata demolita.

    Adesso il dibattito si sposta sull’area.

    Si parla di più di 125 mila metri quadrati sulla collina Sant’Anna.

    E qui nasce la domanda.

    Per anni abbiamo discusso se salvare l’antenna.

    Oggi discutiamo su cosa fare dopo averla persa.

    Tradotto male:

    a Caltanissetta siamo bravissimi a parlare del futuro.

    Di solito iniziamo quando il passato non c’è più.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • UniPa, la rete ritrova i talenti

    UniPa, la rete ritrova i talenti

    IL CAFFÈ DEL MATTINO SPIEGATO MALE ☕

    UNIPA, NASCE LA RETE DEGLI EX.
    PERCHÉ I TALENTI, PRIMA, BISOGNA RITROVARLI.

    Buongiorno dalla Sicilia.

    Nasce la rete Alumni UniPa, pensata per collegare ex studenti, professionisti, competenze e talenti formati dall’Università di Palermo.

    Un progetto bello, utile, necessario.

    Perché creare comunità tra chi è passato dall’università siciliana può aiutare a costruire relazioni, opportunità, ritorni e collaborazioni.

    Tradotto male:

    contro la fuga dei cervelli, intanto cominciamo facendo l’elenco di quelli che sono riusciti a fuggire.

    Che non è poco.

    Perché in Sicilia il talento spesso nasce qui, studia qui, si forma qui, si affeziona pure.

    Poi guarda stipendi, concorsi, servizi, trasporti e prospettive.

    Saluta tutti.

    E diventa “risorsa siciliana nel mondo”.

    Espressione bellissima.

    Un modo elegante per dire:

    non siamo riusciti a trattenerlo, però almeno adesso possiamo invitarlo a un convegno.

    Naturalmente la rete Alumni è una buona idea.

    Chi è andato via non va perso.

    Va ascoltato, coinvolto, ricollegato.

    Messo in condizione di aiutare, investire, collaborare, tornare o almeno non dimenticare da dove è partito.

    Però la domanda resta:

    dopo aver ritrovato i talenti, la Sicilia è pronta a farli restare?

    Perché una rete è importante.

    Ma se poi il lavoro è debole, i servizi arrancano, le opportunità sono poche, la burocrazia scoraggia e il merito deve sempre chiedere permesso,

    allora più che una rete diventa una videochiamata affettuosa con chi ce l’ha fatta altrove.

    La Sicilia del mattino è questa:

    forma talenti,

    li saluta all’aeroporto,

    poi crea una rete per non perderli del tutto.

    Noi prendiamo il caffè.

    Da siciliani che vorrebbero una terra capace non solo di esportare intelligenza,

    ma anche di farla tornare a casa senza chiederle un atto di eroismo.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Sicilia, la politica riscopre le regole

    Sicilia, la politica riscopre le regole

    I FATTI DELLA SERA COMMENTATI MALE 🗞️

    SICILIA, LA POLITICA RISCOPRE LE REGOLE.
    PERFINO QUELLE DEL FURTO.

    Giro serale tra i fatti siciliani.

    In una frase attribuita oggi a Gianfranco Miccichè, parlando della politica siciliana, sarebbe emerso un concetto destinato a restare:

    anche il furto, in politica, avrebbe avuto delle regole.

    E in Sicilia, secondo lui, sarebbero saltate pure quelle.

    Tradotto male:

    siamo passati dalla questione morale

    alla questione regolamentare del malaffare.

    Una volta, almeno, c’era il galateo.

    Ora nemmeno quello.

    Naturalmente la frase è politica.

    È provocatoria.

    È polemica.

    È tutta da attribuire a chi l’ha detta.

    Però fotografa bene una sensazione diffusa:

    la politica siciliana sembra spesso un condominio in cui tutti parlano di ordine,

    ma nessuno trova più il regolamento.

    Si parla di partiti svuotati.

    Di correnti.

    Di candidati.

    Di accordi.

    Di potere.

    Di elezioni anticipate.

    Di assetti da rifare.

    Di alleanze da ricucire.

    Di territori da ascoltare.

    Di classi dirigenti da rigenerare.

    Sempre le stesse parole.

    Sempre gli stessi tavoli.

    Sempre lo stesso lessico da pronto soccorso istituzionale:

    ferite,

    strappi,

    ricomposizioni,

    chiarimenti,

    verifiche,

    rilanci.

    La Sicilia della sera è questa:

    una politica che invoca le regole

    dopo averle trattate per anni come consigli non vincolanti.

    E quando perfino il “furto” viene evocato come qualcosa che un tempo avrebbe avuto un ordine,

    forse il problema non è solo chi ruba.

    È chi ha reso normale parlarne come se fosse una vecchia tradizione amministrativa.

    Noi, modestamente, preferiremmo una politica senza furti.

    Con regole semplici.

    Trasparenti.

    Comprensibili.

    Applicate.

    E magari senza bisogno di nostalgia per quando anche il malaffare, almeno, pare avesse un codice di comportamento.

    Perché se la politica siciliana deve ripartire,

    forse non serve un rinascimento.

    Serve prima l’educazione civica.

    Quella base.

    Capitolo uno:

    le regole non si scoprono quando saltano.

    Si rispettano prima.

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Sicilia, turismo esperienziale spiegato male

    𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗙𝗙È 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗢 𝗦𝗣𝗜𝗘𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗠𝗔𝗟𝗘 ☕

    𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝟯 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗧𝗨𝗥𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗘.
    𝗟’𝗘𝗦𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗦𝗣𝗘𝗦𝗦𝗢, 𝗖𝗢𝗠𝗜𝗡𝗖𝗜𝗔 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗗𝗔.

    Buongiorno dalla Sicilia.

    La Regione finanzia dodici progetti di turismo esperienziale con 3 milioni di euro.

    Greenway.

    Cammini.

    Percorsi innovativi.

    Itinerari.

    Esperienze.

    Territori da scoprire.

    Tradotto male:

    la Sicilia punta sul turismo lento.

    Anche perché, in molti casi, veloce non si può.

    L’idea è bellissima.

    Camminare.

    Attraversare borghi.

    Valorizzare paesaggi.

    Collegare luoghi.

    Raccontare territori.

    Fare vivere al turista un’esperienza autentica.

    Solo che in Sicilia l’esperienza, spesso, comincia prima ancora di arrivare.

    Comincia sulla strada.

    Con la buca.

    Con la deviazione.

    Con il cartello scolorito.

    Con Google Maps che a un certo punto si arrende.

    Con il turista che chiede: “ma è questo il percorso?”

    E il siciliano che risponde: “sì, ma piano”.

    Naturalmente il turismo esperienziale è una cosa seria.

    Può creare economia.

    Può portare visitatori nei luoghi meno battuti.

    Può dare valore a cammini, natura, memoria e comunità locali.

    Però la domanda resta semplice:

    prima di vendere l’esperienza, possiamo almeno rendere raggiungibile il luogo dell’esperienza?

    Perché il turista vuole autenticità.

    Non necessariamente una prova di sopravvivenza amministrativa.

    La Sicilia del mattino è questa:

    ha paesaggi straordinari,

    borghi meravigliosi,

    percorsi potenzialmente splendidi,

    e una capacità unica di trasformare ogni viaggio in un corso intensivo di pazienza.

    Noi prendiamo il caffè.

    Lento.

    Esperienziale.

    Possibilmente senza deviazioni.

    Fonte: Regione Siciliana, 8 giugno 2026.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

    #ironIA #CaffèDelMattino #Sicilia #TurismoEsperienziale #RegioneSiciliana #Greenway #Cammini #Borghi #Territori #CommentiamoFatti

  • Caltanissetta, i quasi mille per l’epopea

    𝗟𝗘 𝗠𝗜𝗘𝗧𝗜𝗧𝗥𝗜𝗖𝗜
    𝗘 𝗜 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗗𝗜 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘.

    𝗜 𝗤𝗨𝗔𝗦𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗟𝗘.

    Epica nissena.

    Un po’ “Tutti gli uomini del Presidente”.
    Un po’ “300”.
    Un po’ “abbiamo raccolto firme, adesso spegnete l’ironia”.

    Da giorni assistiamo alla gloriosa avanzata social dei raccoglitori di firme per il grande sogno calcistico-civico.

    Un progetto privato trasformato in chiamata alle armi pubblica.
    Un entusiasmo sportivo diventato verità obbligatoria.
    Una cittadinanza onoraria elevata a prova di fede.
    Una battuta trattata come un attacco alla patria nissena.

    Sono scatenati.

    Scrivono. Accusano. Segnalano. Invocano blocchi. Distribuiscono patenti di tifo. Chiedono entusiasmo certificato. Pretendono obbedienza.

    E provano a convincere la città che l’ironia sia un problema più grave delle priorità pubbliche.

    Per sostenere il grande progetto hanno raccolto quasi mille firme.

    Quasi.
    Mille.

    Un numero agitato come se Mosè fosse sceso dal Sinai con il modulo prestampato.

    Eppure, per una cosa molto più concreta, il Parco Dubini, le firme sono state oltre mille.

    Lì non si chiedeva di svuotare le casse del Comune.
    Non si chiedeva di inseguire il sogno di una S.r.l.
    Non si chiedeva di mettere il tifo al posto delle priorità.

    Si chiedeva una cosa semplicissima:

    restituire alla città un parco chiuso.

    Aprire un polmone verde.

    Dare spazio a bambini, famiglie, anziani, cittadini.

    Per il Parco Dubini: pazienza istituzionale.
    Per la Nissa S.r.l.: mobilitazione emotiva.

    E allora sì.

    Facciamola epica.

    Da una parte i quasi mille della cittadinanza onoraria.
    Dall’altra gli oltre mille del Parco Dubini.

    Da una parte chi vuole applausi, silenzio e credulità.
    Dall’altra chi chiede aria, verde e città.

    Noi, modestamente, stiamo con i polmoni.

    E con l’ironia.

    Perché l’obbedienza non è partecipazione.
    La credulità non è amore per la città.
    E il silenzio, quando si parla di soldi pubblici e priorità collettive, non è educazione.

    È solo una brutta abitudine vestita da tifo.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.

  • Nissa, finalmente una difesa funziona

    LA NISSA HA BLOCCATO ironIA.
    FINALMENTE UNA DIFESA CHE FUNZIONA.

    La pagina ufficiale della Nissa ha bloccato ironIA.

    Ce ne faremo una ragione.

    Anzi, più di una:

    una per il primo tempo,

    una per il secondo,

    e una per il recupero.

    Tradotto male:

    la satira non è stata ripescata.

    È stata espulsa direttamente.

    Senza VAR.

    Naturalmente la società è libera di bloccare chi vuole.

    Ci mancherebbe.

    Ognuno gestisce la propria pagina come preferisce.

    C’è chi risponde alle critiche.

    C’è chi le ignora.

    C’è chi le legge.

    C’è chi le blocca.

    Noi, però, una cosa l’abbiamo capita:

    si può parlare di Serie C,

    di mercato,

    di colpacci,

    di ambizione,

    di città compatta,

    di entusiasmo,

    di progetto,

    di futuro,

    ma una battuta evidentemente resta ancora fuori lista.

    Niente di grave.

    Continueremo a commentare i fatti.

    Da fuori.

    Che, a pensarci bene, è molto coerente:

    la Nissa sogna il salto di categoria,

    noi siamo già stati mandati in tribuna.

    Con affetto.

    Sempre forza Nissa.

    Ma anche sempre forza ironia.

    Quella vera.

    Non quella ammessa solo quando applaude. ❤️💛

    ironIA.online
    Non facciamo informazione. Commentiamo fatti.