Rutte, rutto diplomatico?

Rutte, il segretario generale a braccio largo. Parla troppo, spiega tutto, aiuta tutti tranne la prudenza.

RUTTE, O RUTTO DIPLOMATICO?

Il segretario generale della NATO voleva rassicurare Trump.

Missione semplice:

dire che l’Europa aveva aiutato.

Solo che, invece di dire “gli alleati”, ha fatto l’appello.

Italia: presente.
Romania: presente.
Prudenza diplomatica: assente giustificata.

Così Rutte ha spiegato al mondo che gli americani avrebbero usato basi e spazi europei per le operazioni legate all’Iran.

L’Italia ha precisato subito:

“Supporto tecnico e logistico, non bellico”.

Che tradotto significa:

non stavamo bombardando, stavamo solo tenendo aperto il garage.

Poi è arrivato l’Iran, che ha preso la frase, l’ha incorniciata e ha detto:

“Grazie, questa ci serviva”.

Alla fine Rutte voleva dimostrare fedeltà atlantica.

Ha ottenuto una cosa diversa:

ha fatto partire un missile diplomatico.

Non da una base italiana.

Da una conferenza stampa.

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