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  • Serie D, Girone I: qual è la città dove si dichiara di più?

    Serie D, Girone I: qual è la città dove si dichiara di più?

    Dopo popolazione, spopolamento, raccolta differenziata e costi della politica locale, continuiamo il nostro viaggio tra le città del 𝐆𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐈 𝐝𝐢 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐃.

    Stavolta guardiamo nelle dichiarazioni dei redditi.

    Sono 18 squadre, ma 17 città, perché 𝐒𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐬𝐞 𝐞 𝐕𝐢𝐠𝐨𝐫 𝐋𝐚𝐦𝐞𝐳𝐢𝐚 condividono Lamezia Terme.

    E la domanda è semplice:

    💰 𝐪𝐮𝐚𝐥 è 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭à 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐢ù 𝐚𝐥𝐭𝐨?

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    📊 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐂𝐈𝐒𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

    I dati sono quelli del 𝐃𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐞 – 𝐌𝐄𝐅 e riguardano l’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟒, cioè le dichiarazioni presentate nel 2025.

    Il dato che utilizziamo è il 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞.

    Quindi attenzione:

    ❌ non è lo stipendio medio;

    ❌ non è il reddito medio di ogni residente;

    ❌ non misura direttamente quanto una città sia “ricca”.

    È il rapporto tra reddito complessivo dichiarato e contribuenti.

    Ma, utilizzando la stessa fonte e lo stesso criterio per tutti, il confronto diventa interessante.

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    🏆 𝐋𝐀 𝐂𝐋𝐀𝐒𝐒𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝟏𝟕 𝐂𝐈𝐓𝐓À

    🥇 𝟏. 𝐏𝐀𝐋𝐄𝐑𝐌𝐎 — 𝟐𝟑.𝟗𝟗𝟖 €

    🥈 𝟐. 𝐄𝐍𝐍𝐀 — 𝟐𝟑.𝟏𝟐𝟗 €

    🥉 𝟑. 𝐑𝐄𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐈𝐀 — 𝟐𝟑.𝟏𝟎𝟓 €

    𝟒. 𝐌𝐈𝐋𝐀𝐙𝐙𝐎 — 𝟐𝟑.𝟎𝟔𝟔 €

    𝟓. 𝐒𝐈𝐑𝐀𝐂𝐔𝐒𝐀 — 𝟐𝟐.𝟗𝟗𝟏 €

    𝟔. 𝐕𝐈𝐁𝐎 𝐕𝐀𝐋𝐄𝐍𝐓𝐈𝐀 — 𝟐𝟐.𝟓𝟑𝟔 €

    𝟕. 𝐂𝐀𝐋𝐓𝐀𝐍𝐈𝐒𝐒𝐄𝐓𝐓𝐀 — 𝟐𝟏.𝟑𝟕𝟕 €

    𝟖. 𝐓𝐑𝐀𝐏𝐀𝐍𝐈 — 𝟐𝟎.𝟗𝟏𝟎 €

    𝟗. 𝐑𝐀𝐆𝐔𝐒𝐀 — 𝟐𝟎.𝟖𝟕𝟎 €

    𝟏𝟎. 𝐆𝐄𝐋𝐀 — 𝟐𝟎.𝟎𝟎𝟑 €

    𝟏𝟏. 𝐋𝐀𝐌𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐄 — 𝟏𝟗.𝟕𝟐𝟎 €

    𝟏𝟐. 𝐌𝐎𝐃𝐈𝐂𝐀 — 𝟏𝟗.𝟒𝟑𝟐 €

    𝟏𝟑. 𝐀𝐕𝐎𝐋𝐀 — 𝟏𝟗.𝟒𝟏𝟔 €

    𝟏𝟒. 𝐁𝐀𝐑𝐂𝐄𝐋𝐋𝐎𝐍𝐀 𝐏𝐎𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐎𝐓𝐓𝐎 — 𝟏𝟗.𝟏𝟔𝟎 €

    𝟏𝟓. 𝐏𝐑𝐀𝐈𝐀 𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐄 — 𝟏𝟖.𝟔𝟔𝟏 €

    𝟏𝟔. 𝐅𝐀𝐕𝐀𝐑𝐀 — 𝟏𝟖.𝟒𝟕𝟎 €

    𝟏𝟕. 𝐋𝐈𝐂𝐀𝐓𝐀 — 𝟏𝟔.𝟒𝟑𝟗 €

    I valori di Palermo, Enna, Reggio Calabria, Milazzo e Siracusa sono tutti compresi in appena poche centinaia di euro, mentre nella parte bassa la distanza diventa decisamente più marcata.

    Vibo Valentia è a 22.536 euro; seguono Caltanissetta, Trapani, Ragusa e Gela.

    Nella seconda metà troviamo Lamezia Terme, Modica, Avola, Barcellona Pozzo di Gotto e Praia a Mare.

    Chiudono Favara e Licata, rispettivamente con 18.470 e 16.439 euro per contribuente.

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    👀 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐏𝐑𝐄𝐒𝐀: 𝐄𝐍𝐍𝐀 È 𝐒𝐄𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀

    La piccola Enna supera Reggio Calabria, Milazzo e Siracusa.

    Il reddito complessivo medio dichiarato è di 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟐𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞.

    E non è l’unico dato interessante.

    A Enna il 𝟑𝟔,𝟕% dei contribuenti si colloca sotto i 15 mila euro di reddito complessivo: una delle percentuali più basse del nostro gruppo.

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    💰 𝐌𝐀 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐑𝐀𝐂𝐂𝐎𝐍𝐓𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐎

    Ed eccoci alla parte forse più interessante.

    Guardiamo quanti contribuenti dichiarano 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝟏𝟓.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨.

    A 𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 sono il 𝟑𝟔,𝟏%.

    A 𝐄𝐧𝐧𝐚 il 𝟑𝟔,𝟕%.

    A 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 il 𝟑𝟕%.

    A 𝐒𝐢𝐫𝐚𝐜𝐮𝐬𝐚 il 𝟑𝟖,𝟓%.

    A 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 il 𝟑𝟖,𝟖%.

    Poi la quota cresce.

    𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚 è al 𝟒𝟏,𝟗%.

    𝐓𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢 al 𝟒𝟐,𝟏%.

    𝐆𝐞𝐥𝐚 e 𝐅𝐚𝐯𝐚𝐫𝐚 al 𝟒𝟐,𝟖%.

    𝐑𝐚𝐠𝐮𝐬𝐚 al 𝟒𝟑,𝟏%.

    𝐌𝐨𝐝𝐢𝐜𝐚 al 𝟒𝟒%.

    𝐀𝐯𝐨𝐥𝐚 al 𝟒𝟒,𝟓%.

    𝐋𝐚𝐦𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐞 al 𝟒𝟓%.

    𝐁𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨𝐧𝐚 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐨𝐭𝐭𝐨 al 𝟒𝟓,𝟐%.

    𝐏𝐫𝐚𝐢𝐚 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐞 arriva al 𝟒𝟕,𝟗%.

    E a 𝐋𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 si supera addirittura la metà: 𝟓𝟒,𝟗% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro.

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    🔍 𝐄 𝐐𝐔𝐈 𝐒𝐈 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇É 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐀𝐓𝐓𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐀𝐋𝐋𝐄 “𝐂𝐋𝐀𝐒𝐒𝐈𝐅𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐂𝐇𝐄𝐙𝐙𝐀”

    Palermo è prima per reddito medio.

    Ma Reggio Calabria, Enna e Milazzo hanno una quota più bassa di contribuenti sotto i 15 mila euro.

    Quindi una media alta può essere influenzata anche dalla distribuzione dei redditi più elevati.

    E soprattutto una dichiarazione fiscale non fotografa automaticamente patrimonio, costo della vita, economia sommersa o reale disponibilità economica delle famiglie.

    Per questo la nostra non è la “classifica delle città più ricche”.

    È semplicemente la 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞.

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    ⚽ 𝐄 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐄𝐑𝐈𝐄 𝐃?

    Sul campo domenica contano gol e punti.

    Fuori dal campo continuiamo invece a scoprire che le città del Girone I sono molto diverse anche dal punto di vista economico e sociale.

    Da 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨, con quasi 24 mila euro medi dichiarati per contribuente, a 𝐋𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚, dove il dato scende a poco più di 16 mila e oltre un contribuente su due si colloca sotto i 15 mila euro.

    E alla prossima puntata potremmo andare ancora più a fondo:

    𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢ù 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐢?

    𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢ù 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢?

    𝐄 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞?

    📌 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐞: Dipartimento delle Finanze – MEF, dichiarazioni IRPEF anno d’imposta 2024, dati comunali pubblicati il 23 aprile 2026.

    #SerieD #GironeI #ConosciamociMeglio #Redditi #IRPEF #MEF #Nissa #Reggina #Palermo #Enna #Gela #Siracusa #Trapani #Ragusa #Milazzo #LameziaTerme #ViboValentia #Licata #ironIA

  • Serie D – Girone I: chi parte, chi torna, chi resta?

    Serie D – Girone I: chi parte, chi torna, chi resta?

    Guardiamo gli spalti e ci chiediamo perché siano meno pieni.

    𝐄̀ 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐃?
    𝐃𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐓𝐕?
    𝐃𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚?

    Forse sì.

    Ma c’è anche un’altra risposta, molto più semplice:

    𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐎 𝐌𝐄𝐍𝐎. 😏

    E, in molte delle nostre città, siamo anche più anziani.

    Diciassette città, diciotto squadre del Girone I.

    Questa volta lasciamo per un attimo il pallone e guardiamo chi vive nelle città che ogni domenica si sfidano sul campo.

    E i numeri raccontano una storia abbastanza chiara.

    📉 𝐍𝐄𝐋 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐄 𝟏𝟕 𝐋𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐇𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐀𝐕𝐔𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐈 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐀𝐓𝐈.

    Nessuna eccezione.

    Dal −39 di Praia a Mare al −2.397 di Palermo.

    Ma non è tutto.

    🚗 𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀𝐍𝐈 𝐒𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈𝐍𝐔𝐀 𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐑𝐄.

    Solo tre città chiudono il 2025 con un saldo migratorio interno positivo:

    ➡️ 𝐀𝐯𝐨𝐥𝐚 +45
    ➡️ 𝐌𝐨𝐝𝐢𝐜𝐚 +32
    ➡️ 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 +20

    Tutte le altre perdono più residenti verso altri Comuni italiani di quanti ne acquistino.

    Qualche esempio?

    𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 −1.922
    𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 −672
    𝐋𝐚𝐦𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐞 −384
    𝐆𝐞𝐥𝐚 −319
    𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚 −269

    🌍 Poi c’è l’estero.

    Ed ecco il dato forse più curioso:

    𝐈𝐍 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐄 𝟏𝟕 𝐋𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐈𝐋 𝐒𝐀𝐋𝐃𝐎 𝐌𝐈𝐆𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐋’𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐎 𝐄̀ 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐓𝐈𝐕𝐎.

    Attenzione: non significa necessariamente che “tornano gli emigrati”.

    Significa che le iscrizioni dall’estero superano le cancellazioni verso l’estero.

    E spesso sono proprio questi ingressi a ridurre il calo complessivo della popolazione.

    Prendiamo 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚:

    👶 saldo naturale: −289
    🚗 saldo con gli altri Comuni: −269
    🌍 saldo con l’estero: +298

    Risultato finale 2025: 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟐𝟔𝟎 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢.

    A 𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚:

    −905 naturale
    −672 interno
    +723 estero

    Risultato: −854.

    A 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨:

    −2.397 naturale
    −1.922 interno
    +1.899 estero

    Risultato: −2.420.

    📈 𝐄 𝐂𝐇𝐈 𝐂𝐑𝐄𝐒𝐂𝐄 𝐍𝐄𝐋 𝟐𝟎𝟐𝟓?

    Soltanto:

    𝐑𝐚𝐠𝐮𝐬𝐚 +244
    𝐌𝐨𝐝𝐢𝐜𝐚 +139
    𝐋𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 +30

    Poi allarghiamo lo sguardo.

    Tra il 1° gennaio 2015 e il 1° gennaio 2026, escludendo Trapani dal confronto diretto per lo scorporo territoriale che ha dato vita a Misiliscemi, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐚𝐠𝐮𝐬𝐚 𝐡𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚.

    𝐑𝐚𝐠𝐮𝐬𝐚: +2,6%

    Dall’altra parte:

    𝐄𝐧𝐧𝐚 −10,7%
    𝐋𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 −9,6%
    𝐆𝐞𝐥𝐚 −7,9%
    𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 −7,0%
    𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚 −6,7%
    𝐏𝐫𝐚𝐢𝐚 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐞 −6,4%
    𝐕𝐢𝐛𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚 −6,0%

    👴👧 Ma forse il numero più importante non è quanti siamo.

    𝐄̀ 𝐂𝐇𝐄 𝐄𝐓𝐀̀ 𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎.

    In tutte e 17 le città, rispetto al 2015:

    ⬇️ diminuisce la percentuale degli under 15
    ⬆️ aumenta quella degli over 65.

    𝐄𝐧𝐧𝐚, per esempio, oggi ha circa il 10,4% di residenti sotto i 15 anni e il 28,7% sopra i 65.

    𝐏𝐫𝐚𝐢𝐚 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐞: 10,1% giovani, 26,5% over 65.

    E 𝐆𝐞𝐥𝐚?

    Nel 2015 era quasi in equilibrio:

    under 15: 16,5%
    over 65: 17,1%

    Nel 2026:

    under 15: 12,9%
    over 65: 22,4%.

    In appena undici anni è cambiata la fotografia della città.

    Insomma, quando guardiamo una tribuna e ci chiediamo dove siano finiti tutti, forse dobbiamo smettere di cercare una sola risposta.

    𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐒𝐎𝐋𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐄𝐑𝐈𝐄 𝐃.
    𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐒𝐎𝐋𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐋𝐀 𝐓𝐕.
    𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐒𝐎𝐋𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀.

    𝐄̀ 𝐂𝐇𝐄 𝐈𝐍 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐍𝐎.

    E quelli che restano, mediamente, sono anche un po’ più grandi. 😏

    📊 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐞: dati ISTAT, elaborazione sui Comuni delle 17 città del Girone I di Serie D 2026/27.

    #ConosciamociMeglio #SerieD #GironeI #Demografia #Sicilia #Calabria #ironIA

  • Il Girone I della differenziata: la classifica che la LND non pubblicherà

    Il Girone I della differenziata: la classifica che la LND non pubblicherà

    Domani comincia finalmente il campionato di Serie D.

    Il Girone I mette insieme Sicilia e Calabria, 18 squadre, trasferte, rivalità, derby e classifiche.

    E allora, dopo esserci occupati dei sacchetti della differenziata a Caltanissetta, ci è venuta una domanda inevitabile:

    𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐒𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐃𝐄𝐋 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎 𝐆𝐈𝐑𝐎𝐍𝐄? 😂

    Abbiamo quindi preso l’ultimo dato annuale confrontabile disponibile: la 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒.

    Ed ecco il nostro personalissimo:

    𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐅𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐓𝐀. ♻️🏆

    🥇 𝐕𝐈𝐁𝐎 𝐕𝐀𝐋𝐄𝐍𝐓𝐈𝐀 – Vibonese: 𝟕𝟐,𝟏𝟐%

    🥈 𝐑𝐀𝐆𝐔𝐒𝐀 – Ragusa: 𝟔𝟖,𝟗𝟒%

    🥉 𝐄𝐍𝐍𝐀 – Enna: 𝟔𝟖,𝟔𝟑%

    4️⃣ 𝐁𝐀𝐑𝐂𝐄𝐋𝐋𝐎𝐍𝐀 𝐏𝐎𝐙𝐙𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐎𝐓𝐓𝐎 – Nuova Igea Virtus: 𝟔𝟖,𝟔𝟏%

    5️⃣ 𝐓𝐑𝐀𝐏𝐀𝐍𝐈 – Trapani: 𝟔𝟔,𝟒𝟗%

    6️⃣ 𝐌𝐎𝐃𝐈𝐂𝐀 – Modica: 𝟔𝟓,𝟓𝟐%

    7️⃣ 𝐆𝐄𝐋𝐀 – Gela: 𝟔𝟓,𝟒𝟔%

    8️⃣ 𝐀𝐕𝐎𝐋𝐀 – Avola: 𝟔𝟓,𝟏𝟔%

    9️⃣ 𝐂𝐀𝐋𝐓𝐀𝐍𝐈𝐒𝐒𝐄𝐓𝐓𝐀 – Nissa: 𝟔𝟐,𝟖𝟎%

    🔟 𝐋𝐀𝐌𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐄 – Sambiase e Vigor Lamezia: 𝟔𝟏,𝟔𝟗%

    1️⃣1️⃣ 𝐏𝐑𝐀𝐈𝐀 𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐄 – Digiesse PraiaTortora: 𝟓𝟗,𝟗𝟏%

    1️⃣2️⃣ 𝐌𝐈𝐋𝐀𝐙𝐙𝐎 – Milazzo: 𝟓𝟓,𝟕𝟑%

    1️⃣3️⃣ 𝐒𝐈𝐑𝐀𝐂𝐔𝐒𝐀 – Siracusa: 𝟓𝟏,𝟏𝟕%

    1️⃣4️⃣ 𝐅𝐀𝐕𝐀𝐑𝐀 – CastrumFavara: 𝟒𝟓,𝟓𝟔%

    1️⃣5️⃣ 𝐋𝐈𝐂𝐀𝐓𝐀 – Licata: 𝟒𝟏,𝟎𝟑%

    1️⃣6️⃣ 𝐑𝐄𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐈𝐀 – Reggina: 𝟑𝟔,𝟕𝟖%

    1️⃣7️⃣ 𝐏𝐀𝐋𝐄𝐑𝐌𝐎 – Athletic Palermo: 𝟏𝟕,𝟑𝟒%

    Le squadre sono 18 ma le città diventano 17, perché 𝐒𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐬𝐞 𝐞 𝐕𝐢𝐠𝐨𝐫 𝐋𝐚𝐦𝐞𝐳𝐢𝐚 giocano entrambe per Lamezia Terme.

    Qualche curiosità.

    La media italiana nel 2024 è stata del 𝟔𝟕,𝟔𝟗%.

    Nel nostro Girone I soltanto 𝐕𝐢𝐛𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚, 𝐑𝐚𝐠𝐮𝐬𝐚, 𝐄𝐧𝐧𝐚 𝐞 𝐁𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨𝐧𝐚 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐨𝐭𝐭𝐨 superano quella soglia.

    𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚, con il 𝟔𝟐,𝟖𝟎%, si piazza esattamente a metà classifica: 𝐧𝐨𝐧𝐚 𝐬𝐮 𝟏𝟕.

    Diciamo che, almeno nella differenziata, siamo in una tranquilla posizione di centrocampo. 😂

    E il derby Sicilia-Calabria?

    Sul dato regionale complessivo 2024 la 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 è intorno al 𝟓𝟕,𝟓%, mentre la 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 è al 𝟓𝟓,𝟓𝟏%.

    Quindi, per ora:

    𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐈𝐀 𝟏 – 𝐒𝐈𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀 𝟎. 😂

    Ma attenzione.

    Questa classifica misura 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨.

    𝐍𝐎𝐍 ci dice se una città è pulita.

    𝐍𝐎𝐍 ci dice quanto costa la TARI.

    𝐍𝐎𝐍 ci dice se lo spazzamento funziona.

    𝐍𝐎𝐍 ci dice se i sacchetti sono facili da reperire.

    𝐍𝐎𝐍 ci dice se le caditoie vengono pulite.

    E soprattutto non ci dice se per trovare un rotolo di sacchetti la domenica bisogna organizzare una gita fuori porta. 😂

    Ed è proprio qui che entrate in campo voi.

    𝐓𝐈𝐅𝐎𝐒𝐈 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐈𝐑𝐎𝐍𝐄 𝐈, 𝐑𝐀𝐂𝐂𝐎𝐍𝐓𝐀𝐓𝐄𝐂𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀 𝐃𝐀 𝐕𝐎𝐈.

    Palermo, Avola, Favara, Enna, Gela, Licata, Milazzo, Modica, Barcellona Pozzo di Gotto, Ragusa, Siracusa, Trapani, Praia a Mare, Reggio Calabria, Lamezia Terme e Vibo Valentia:

    𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐢 𝐬𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢?

    Ve li consegnano?

    Avete distributori automatici?

    Quanto è semplice ottenere mastelli e attrezzature?

    Le istruzioni sono chiare?

    E soprattutto:

    𝐋𝐀 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐄𝐍𝐓𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐕𝐄𝐃𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐍𝐄𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐑𝐑𝐈𝐒𝐏𝐎𝐍𝐃𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀ 𝐂𝐇𝐄 𝐕𝐄𝐃𝐄𝐓𝐄 𝐎𝐆𝐍𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎?

    Perché quest’anno seguiremo il Girone I.

    Ma evidentemente 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨. 😂♻️⚽

    𝐅𝐎𝐍𝐓𝐈: Catasto Nazionale Rifiuti ISPRA, dati comunali e regionali 2024; Regione Siciliana; ARPACAL per il dato di Vibo Valentia; Lega Nazionale Dilettanti per la composizione del Girone I 2026/2027.

  • Serie D – Girone I: conosciamoci meglio

    Serie D – Girone I: conosciamoci meglio

    𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨.

    Diciotto squadre, due regioni, diciassette città — perché Sambiase e Vigor Lamezia condividono Lamezia Terme — e parecchi mesi da trascorrere insieme tra risultati, trasferte, rivalità e sfottò.

    Noi abbiamo pensato di approfittarne per fare qualcosa di diverso.

    𝐍𝐎𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐄𝐑𝐂𝐈 𝐒𝐎𝐋𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐔𝐂𝐂𝐄𝐃𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐎.

    Nasce così una nuova rubrica domenicale di ironIA:

    𝐒𝐄𝐑𝐈𝐄 𝐃 – 𝐆𝐈𝐑𝐎𝐍𝐄 𝐈
    𝐂𝐎𝐍𝐎𝐒𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎𝐂𝐈 𝐌𝐄𝐆𝐋𝐈𝐎

    Per circa 𝟑𝟎 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 prenderemo un argomento e confronteremo le città del nostro girone utilizzando, per quanto possibile, 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢.

    Niente impressioni del tipo “da noi è tutto peggio” o “da voi funziona tutto meglio”.

    𝐍𝐔𝐌𝐄𝐑𝐈.

    Popolazione, età media, redditi, occupazione, raccolta differenziata, TARI, automobili, incidenti stradali, turismo, scuole, università, sanità, verde urbano, acqua, trasporti, criminalità, imprese, giovani, anziani, natalità, spopolamento, costo delle case, biblioteche, cultura, sport e tutto ciò che riusciremo a misurare seriamente.

    E qualche sorpresa arriverà sicuramente.

    𝐈𝐍 𝐑𝐄𝐀𝐋𝐓𝐀̀ 𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐆𝐈𝐀̀ 𝐂𝐎𝐌𝐈𝐍𝐂𝐈𝐀𝐓𝐎.

    Ieri abbiamo pubblicato quella che, senza nemmeno averla ancora battezzata, è diventata la prima puntata della rubrica: 𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟕 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐈 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚.

    Una classifica completamente diversa da quella che comincerà a formarsi stasera dopo le partite.

    Ed è proprio questo il gioco.

    𝐔𝐍 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎.

    Non per stabilire quale città sia “migliore”.

    Ma per capire meglio 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢.

    Da Palermo a Reggio Calabria.

    Da Trapani a Vibo Valentia.

    Da Caltanissetta a Lamezia Terme.

    Da Ragusa a Praia a Mare.

    Passando per Enna, Gela, Licata, Milazzo, Modica, Avola, Siracusa, Favara e Barcellona Pozzo di Gotto.

    E naturalmente vorremmo che partecipaste anche voi.

    Se un dato vi sembra sbagliato, 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐭𝐞𝐜𝐞𝐥𝐨.

    Se conoscete una fonte ufficiale più aggiornata, 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐞𝐜𝐞𝐥𝐚.

    Se un numero racconta una realtà diversa da quella che vivete ogni giorno, 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞𝐜𝐞𝐥𝐨.

    Noi pubblicheremo sempre le fonti, così potrete controllare anche voi.

    Perché un dato ufficiale è un ottimo punto di partenza.

    Ma poi ci interessa capire 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀.

    E il calcio può essere una scusa magnifica per scoprire 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜’𝐞̀ 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨.

    𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐈𝐍𝐂𝐈𝐀 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎.

    Noi, invece, abbiamo cominciato ieri.

    Sul campo, tre punti.

    Fuori dal campo, ogni domenica qualche dato in più per conoscerci meglio.

    𝐒𝐄𝐑𝐈𝐄 𝐃 – 𝐆𝐈𝐑𝐎𝐍𝐄 𝐈.

    𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎.
    𝐃𝐈𝐂𝐈𝐀𝐒𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀.
    𝐓𝐑𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐓𝐄𝐌𝐈.
    𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐂𝐎𝐒𝐄 𝐃𝐀 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈𝐑𝐄.

  • Nissa, Lotito accende il Girone I

    Nissa, Lotito accende il Girone I

    A REGGIO ARRIVA LOTITO.
    A CALTANISSETTA ARRIVANO I RICORDI.

    La Reggina passa al gruppo Lotito.

    Obiettivo dichiarato: vincere il Girone I di Serie D e tornare subito in Serie C.

    Tradotto: mentre qualcuno aspetta il ripescaggio, qualcun altro prova a evitare di doverlo chiedere.

    E per la Nissa la cosa ha anche un certo sapore.

    Perché con la Reggina, quest’anno, non sono mancati incroci, attese, playoff, dichiarazioni e vecchie scintille. Giovannone aveva pure detto che pensava di dover rincorrere la Reggina, immaginandola molto più avanti in classifica. Poi il campo ha raccontato altro.

    Adesso però a Reggio arriva Lotito.

    Uno che di solito non entra per partecipare alla sagra del “faremo il possibile”.

    Entra per provare a vincere.

    Quindi il prossimo Girone I rischia di essere semplice da spiegare:

    la Reggina vuole salire.

    La Nissa vuole salire.

    Gli altri, possibilmente, vorrebbero almeno capire se stanno giocando un campionato o una guerra fredda con i comunicati stampa.

    Poi magari il campo dirà altro.

    Ma intanto una cosa l’ha già detta:

    nel Girone I non basterà più dire “puntiamo in alto”.

    Bisognerà pure portare la scala.

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  • Zio Sam, il dito sul dazio

    Zio Sam, il dito sul dazio

    IL VECCHIO ZIO SAM
    HA ANCORA IL DITO SUL DAZIO

    Trump avvisa l’Europa:

    se qualche Paese introduce una digital tax contro le aziende americane, gli Stati Uniti risponderanno con dazi del 100% su tutti i beni esportati verso l’America.

    Tradotto male:

    se provate a tassare Google, Meta, Amazon e compagnia cantante, noi vi tassiamo tutto.

    Il vino.

    I formaggi.

    La moda.

    La meccanica.

    L’agroalimentare.

    Pure il caciocavallo, se necessario.

    La digital tax nasce da un’idea quasi rivoluzionaria:

    le grandi piattaforme fanno soldi anche in Europa, quindi magari qualcosa potrebbero pagarlo anche in Europa.

    Risposta americana:

    bellissima idea.

    Però no.

    E così il libero mercato diventa improvvisamente molto sorvegliato.

    Libero quando incassano loro.

    Un po’ meno libero quando qualcuno prova a presentare il conto.

    Il vecchio Zio Sam, insomma, è sempre lì.

    Cappello a stelle e strisce.

    Sguardo severo.

    E dito sul dazio.

    Per ricordare al mondo una regola semplice:

    i dati sono vostri,

    i profitti sono nostri,

    e se insistete vi tassiamo pure il pecorino.

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  • Rutte, rutto diplomatico?

    Rutte, rutto diplomatico?

    RUTTE, O RUTTO DIPLOMATICO?

    Il segretario generale della NATO voleva rassicurare Trump.

    Missione semplice:

    dire che l’Europa aveva aiutato.

    Solo che, invece di dire “gli alleati”, ha fatto l’appello.

    Italia: presente.
    Romania: presente.
    Prudenza diplomatica: assente giustificata.

    Così Rutte ha spiegato al mondo che gli americani avrebbero usato basi e spazi europei per le operazioni legate all’Iran.

    L’Italia ha precisato subito:

    “Supporto tecnico e logistico, non bellico”.

    Che tradotto significa:

    non stavamo bombardando, stavamo solo tenendo aperto il garage.

    Poi è arrivato l’Iran, che ha preso la frase, l’ha incorniciata e ha detto:

    “Grazie, questa ci serviva”.

    Alla fine Rutte voleva dimostrare fedeltà atlantica.

    Ha ottenuto una cosa diversa:

    ha fatto partire un missile diplomatico.

    Non da una base italiana.

    Da una conferenza stampa.

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  • Caltanissetta, agenda della crisi

    Caltanissetta, agenda della crisi

    IL CAFFÈ DEL MATTINO

    CALTANISSETTA, AGENDA DELLA CRISI

    A Caltanissetta ormai non si vive.

    Si incastrano emergenze.

    • Lunedì l’acqua.
    • Martedì la politica.
    • Mercoledì le strade.
    • Giovedì il traffico.
    • Venerdì il comunicato.
    • Sabato la promessa.
    • Domenica il post indignato.

    Poi si ricomincia.

    La città non ha più un calendario.

    Ha un piano di sopravvivenza.

    Ogni mattina il cittadino nisseno si sveglia e non chiede più:

    “Che tempo fa?”

    Chiede:

    “Quale problema tocca oggi?”

    Perché qui anche la normalità, quando arriva, deve fare prima domanda al protocollo.

    E intanto tutti spiegano.

    Tutti chiariscono.

    Tutti precisano.

    Tutti annunciano.

    Tutti convocano.

    Tutti rassicurano.

    Risultato?

    Il cittadino è talmente rassicurato che ormai controlla il rubinetto come se fosse la Borsa di Milano.

    Guarda la strada come un geologo.

    Legge le ordinanze come un avvocato.

    Segue la politica come una serie Netflix, ma con meno sceneggiatura e più colpi di scena.

    Forse servirebbe una nuova app comunale:

    “Caltanissetta Today: scegli la tua emergenza”.

    • Acqua.
    • Traffico.
    • Rifiuti.
    • Politica.
    • Sport.
    • Altro problema in arrivo.

    Con notifica finale:

    “La tua crisi è stata presa in carico. Tempo stimato: prossima amministrazione.”

    Non è pessimismo.

    È organizzazione emotiva.

    Perché in questa città bisogna essere pronti a tutto.

    Tranne che a una giornata normale.

    Buongiorno così.

    Caffè amaro, agenda piena e crisi già protocollata. ☕️

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  • Nisseno, politica in autodemolizione

    Nisseno, politica in autodemolizione

    RUBRICA DELLA SERA

    LA POLITICA NISSENA IN MODALITÀ AUTODEMOLIZIONE

    Una volta c’erano le crisi politiche.

    Adesso, nel Nisseno, sembra ci sia direttamente il pacchetto completo:

    indagini, dimissioni, sfiducie, ex alleati che diventano oppositori, oppositori che sembrano alleati mancati, maggioranze che durano meno di una dieta dopo Pasqua.

    Il tutto con una naturalezza commovente.

    A Caltanissetta si parla di Cefpas.

    A Sommatino il sindaco si è dimesso.

    A Mazzarino si parla di sfiducia.

    Nel frattempo la politica locale prova a spiegare che è tutto normale.

    Certo.

    Normale come un ascensore che scende, ma ti dicono che è una nuova forma di crescita verticale.

    Il problema non è neppure la crisi.

    Il problema è che ormai la crisi sembra l’unico settore davvero organizzato.

    Le strade aspettano.

    L’acqua aspetta.

    I servizi aspettano.

    I cittadini aspettano.

    Le sfiducie invece arrivano puntuali.

    A volte prima ancora dei risultati.

    Forse bisognerebbe istituire un assessorato apposito:

    Assessorato alla Sopravvivenza Politica e alla Gestione delle Macerie.

    Con delega a:

    • evitare dimissioni entro il martedì;
    • non litigare almeno fino al venerdì;
    • distinguere una maggioranza da una chat WhatsApp;
    • ricordarsi ogni tanto che fuori dai palazzi esistono pure i cittadini.

    Perché il Nisseno non ha bisogno di miracoli.

    Gli basterebbe una cosa rivoluzionaria:

    gente che amministra senza trasformare ogni settimana in una puntata speciale di “Chi vuole sfiduciare chi?”.

    Non è che noi siamo cattivi e vi sfottiamo.

    È che certe cose arrivano già pronte.

    Noi le leggiamo.

    Poi proviamo a resistere.

    Ma quando la politica entra da sola in area di rigore, almeno il tiro bisogna farlo. 😄

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  • CEFPAS, il paradosso PNRR continua

    CEFPAS, il paradosso PNRR continua

    🏛️ 𝗖𝗘𝗙𝗣𝗔𝗦, 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗗𝗢𝗦𝗦𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔

    C’è un messaggio che gira da giorni.

    Dice, in sostanza:

    “Non c’entriamo nulla con l’inchiesta.

    Eppure siamo noi a restare a casa.”

    Oggi arriva anche un altro documento.

    Il SIAD CSA CISAL sostiene che proprio quei lavoratori avrebbero contribuito in maniera determinante al raggiungimento degli obiettivi PNRR sul Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Siciliana e chiede che il loro ruolo venga riconosciuto pubblicamente.

    Tradotto male:

    quando bisogna raggiungere gli obiettivi…

    servono.

    Quando bisogna firmare i rinnovi…

    spariscono.

    Naturalmente queste sono le valutazioni del sindacato e dovranno trovare riscontro nelle sedi istituzionali.

    Ma la domanda resta.

    Se queste professionalità hanno davvero contribuito a un risultato che oggi la Regione rivendica come successo del PNRR…

    perché proprio loro continuano a restare fuori?

    La legalità va difesa.

    Le indagini devono fare il loro corso.

    Ma la continuità dei servizi e la tutela di chi non è accusato di nulla meritano risposte.

    Perché un obiettivo raggiunto è una buona notizia.

    Perdere chi ha contribuito a raggiungerlo potrebbe non esserlo.

    𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲

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