I FATTI DELLA SERA COMMENTATI MALE ๐๏ธ
SICILIA, LA POLITICA RISCOPRE LE REGOLE.
PERFINO QUELLE DEL FURTO.
Giro serale tra i fatti siciliani.
In una frase attribuita oggi a Gianfranco Miccichรจ, parlando della politica siciliana, sarebbe emerso un concetto destinato a restare:
anche il furto, in politica, avrebbe avuto delle regole.
E in Sicilia, secondo lui, sarebbero saltate pure quelle.
Tradotto male:
siamo passati dalla questione morale
alla questione regolamentare del malaffare.
Una volta, almeno, cโera il galateo.
Ora nemmeno quello.
Naturalmente la frase รจ politica.
ร provocatoria.
ร polemica.
ร tutta da attribuire a chi lโha detta.
Perรฒ fotografa bene una sensazione diffusa:
la politica siciliana sembra spesso un condominio in cui tutti parlano di ordine,
ma nessuno trova piรน il regolamento.
Si parla di partiti svuotati.
Di correnti.
Di candidati.
Di accordi.
Di potere.
Di elezioni anticipate.
Di assetti da rifare.
Di alleanze da ricucire.
Di territori da ascoltare.
Di classi dirigenti da rigenerare.
Sempre le stesse parole.
Sempre gli stessi tavoli.
Sempre lo stesso lessico da pronto soccorso istituzionale:
ferite,
strappi,
ricomposizioni,
chiarimenti,
verifiche,
rilanci.
La Sicilia della sera รจ questa:
una politica che invoca le regole
dopo averle trattate per anni come consigli non vincolanti.
E quando perfino il โfurtoโ viene evocato come qualcosa che un tempo avrebbe avuto un ordine,
forse il problema non รจ solo chi ruba.
ร chi ha reso normale parlarne come se fosse una vecchia tradizione amministrativa.
Noi, modestamente, preferiremmo una politica senza furti.
Con regole semplici.
Trasparenti.
Comprensibili.
Applicate.
E magari senza bisogno di nostalgia per quando anche il malaffare, almeno, pare avesse un codice di comportamento.
Perchรฉ se la politica siciliana deve ripartire,
forse non serve un rinascimento.
Serve prima lโeducazione civica.
Quella base.
Capitolo uno:
le regole non si scoprono quando saltano.
Si rispettano prima.
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