Tag: Satira siciliana

  • Niscemi, caduta libera dopo trent’anni

    NISCEMI – CADUTA LIBERA

    CROLLA UNA PALAZZINA DOPO TRENT’ANNI

    A Niscemi e crollata una palazzina dopo trent’anni.

    Da tempo era indicata come simbolo di degrado, ritardi e inefficienza.

    Tradotto male:

    in Sicilia certe opere non vengono risolte.

    Vengono lasciate li finche non decidono autonomamente di chiudere la pratica.

    Fondi in ritardo.

    Rischi noti.

    Problemi segnalati.

    Alla fine e caduto l’edificio.

    Ma la metafora era già crollata da anni.

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  • Catania, targa clonata e truffa originale

    IL FATTO DEL GIORNO SPIEGATO MALE

    CATANIA, LA TARGA ? STATA CLONATA. MA LA TRUFFA RESTA ORIGINALE.

    A Catania anche la targa ha scoperto il dono dell’ubiquità.

    Tu stai fermo.

    La tua auto pure.

    Ma da qualche parte, misteriosamente, la tua targa vive una seconda vita.

    Corre.

    Passa.

    Prende multe.

    Compare dove non dovrebbe comparire.

    E tu ricevi il conto.

    E la nuova frontiera della mobilita siciliana:

    non si muove la macchina,

    si muove il problema.

    La targa clonata e una truffa moderna.

    Un tempo ti rubavano l’autoradio.

    Poi lo specchietto.

    Poi il portafoglio.

    Adesso ti rubano direttamente l’identità automobilistica.

    Che e molto più elegante.

    Perché almeno il ladro non deve nemmeno cercare parcheggio.

    La Sicilia e questa:

    anche quando resti fermo,

    qualcuno riesce a farti arrivare una sanzione.

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  • Sicilia, acqua e comunicati della sera

    I FATTI DELLA SERA COMMENTATI MALE

    SICILIA, LA GIORNATA SCORRE. L’ACQUA UN PO’ MENO.

    Giro serale tra i fatti siciliani.

    Oggi la Sicilia si conferma una Regione molto coerente.

    L’acqua manca in più territori.

    Ma le parole abbondano.

    Ad Agrigento: caos autobottisti e rubinetti a secco.

    A Enna: tariffa media ponderata, 50 litri al giorno e bonus indigenti.

    A Siracusa: quartiere Borgata senz’acqua, residenti e commercianti esasperati.

    A Caltanissetta, intanto, il Comune cerca proposte per Settembre e Nisseno.

    A Catania spunta pure la truffa della targa clonata.

    Insomma, la Sicilia riesce sempre a tenere insieme tutto:

    acqua che non arriva, tariffe che arrivano, proposte culturali da selezionare, truffe che si aggiornano e cittadini che provano ancora a capire se il problema sia idrico, burocratico o filosofico.

    La sintesi della giornata e semplice:

    in Sicilia il rubinetto può anche restare chiuso.

    Ma il comunicato, quello no.

    Quello scorre sempre.

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  • Vittoria, bagno a cielo aperto

    VITTORIA, LA CITTA BAGNO A CIELO APERTO.

    IL DECORO HA PERSO IL SENSO DEL PUDORE.

    A Vittoria il problema non e più solo urbano.

    E anatomico.

    Nel centro storico alcune persone userebbero vicoli, strade e spazi pubblici come bagni all’aperto.

    Residenti esasperati.

    Decoro disperso.

    Senso civico non pervenuto.

    La città, in pratica, non chiede più grandi opere.

    Chiede almeno che certe urgenze vengano gestite lontano dai portoni.

    Perché quando una comunità deve discutere pubblicamente di pipi, puzza e dignità urbana, significa che qualcosa si e rotto prima dei marciapiedi.

    E non serve nemmeno un piano strategico.

    Basterebbe ricordare che lo spazio pubblico non e un bagno privato con vista sulla rassegnazione.

    In Sicilia ormai siamo oltre l’emergenza rifiuti.

    Siamo entrati nella raccolta differenziata del pudore.

    Leggici anche qui: https://ironia.online/

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    Senza autorizzazione preventiva.

  • CEFPAS, i lavoratori non si scaricano

    CEFPAS, LA LETTERA APERTA A CHI TACE

    I LAVORATORI NON SI SCARICANO

    A Caltanissetta il caso CEFPAS cambia ancora registro.

    Non solo esposti. Non solo incarichi. Non solo costi. Non solo scioperi.

    Ora arriva una lettera aperta del SIAD CSA CISAL, indirizzata ai lavoratori del CEFPAS e a chiunque, anche nel mondo sindacale, sia rimasto in silenzio.

    Il messaggio e semplice: i lavoratori non possono essere lasciati soli.

    Perché in Sicilia il silenzio non e mai solo silenzio.

    A volte e prudenza. A volte e calcolo. A volte e attesa di capire da che parte tira il comunicato stampa.

    E quando il silenzio dura troppo, più che una posizione sembra una mansione.

    Secondo la lettera, mentre sull’ente si moltiplicano polemiche, accuse pubbliche, ispezioni ed esposti, i precari stanno pagando il prezzo più alto di una situazione che non hanno creato e della quale non sono responsabili.

    E qui ironIA lo dice senza giri di parole: chi lavora non si scarica.

    I collaboratori non sono il problema. I precari non sono il problema. Chi per anni ha mandato avanti servizi, procedure e attività non può diventare improvvisamente invisibile.

    La lettera parla di collaboratori storici, co.co.co., professionisti ed esperti che avrebbero garantito per anni il funzionamento del Centro.

    Parla di rinnovi continui. Di assenza di stabilita. Di lavoratori senza reddito. Di famiglie in difficolta. Di silenzi politici e sindacali.

    Silenzi educati. Silenzi strategici. Silenzi con protocollo in entrata e coscienza in uscita.

    E soprattutto dice una cosa che pesa: non si può utilizzare il precariato per anni e poi fingere che quei lavoratori non esistano più quando diventano scomodi.

    La trasparenza serve. I controlli servono. Gli atti vanno letti. Le responsabilita vanno chiarite.

    Ma una cosa non si può fare: trasformare i lavoratori nel parafulmine di una gestione che non hanno deciso loro.

    Perché la legalità senza dignità del lavoro rischia di diventare soltanto burocrazia con la cravatta.

    E la formazione sanitaria, se dimentica chi la fa funzionare, diventa un corso avanzato di scaricabarile.

    Chi ha sbagliato, se ha sbagliato, risponda.

    Chi ha taciuto, magari, almeno si schiarisca la voce.

    Ma chi ha lavorato va rispettato. Sempre.

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  • Mazara, non si ferma all’alt: ci pensa il palo

    MAZARA, NON SI FERMA ALL’ALT.

    CI PENSA IL PALO.

    A Mazara del Vallo un giovane non si sarebbe fermato all’alt della polizia.

    Il punto

    Poi la fuga.

    Poi la corsa.

    Poi il finale.

    Un palo.

    In Sicilia, quando non rispetti l’alt, a volte interviene l’arredo urbano.

    La segnaletica prova a spiegartelo.

    La volante prova a fermarti.

    Il codice della strada prova a convincerti.

    Ma se proprio non basta, arriva lui:

    il palo.

    Fermo.

    Silenzioso.

    Istituzionale.

    Una specie di vigile urbano verticale.

    Noi non entriamo nel merito della vicenda.

    Prendiamo solo atto che, anche stavolta, la realtà ha trovato una soluzione stabile.

    Molto stabile.

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  • Mondello, Italo Belga e certificato antimafia

    MONDELLO, L’ITALO BELGA CERCA PERSONALE.

    PORTATE LA CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA.

    A Mondello l’Italo Belga cerca bagnini e cassieri per la stagione.

    Requisito richiesto: certificazione antimafia.

    La legalità e una cosa seria.

    Pero in Sicilia riesce sempre a presentarsi con un certo talento scenico.

    Perché qui anche la stagione balneare deve passare dalla documentazione.

    Il mare e libero.

    La sabbia e pubblica.

    Il sole non chiede il curriculum.

    Ma l’ombrellone, prudentemente, aspetta il nulla osta.

    Tradotto male

    Tradotto male:

    per lavorare al mare non basta saper nuotare.

    Bisogna anche dimostrare che la stagione e in regola.

    Il bagnino controlla la corrente.

    Il cassiere controlla gli incassi.

    La burocrazia controlla tutti.

    E alla fine il vero stabilimento balneare siciliano resta sempre lo stesso:

    uno sportello.

    Con vista mare.

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  • I fatti della sera commentati male: Sicilia, 18 maggio

    I fatti della sera commentati male

    Sicilia, 18 maggio. La realtà non si ferma. Al massimo chiede un parere.

    Oggi la Sicilia ha offerto un campionario perfetto.

    Gibellina diventa un gioco da tavolo. Finalmente una ricostruzione siciliana con le istruzioni.

    I musei provano a unire il mondo. Le conferenze di servizio, invece, stanno ancora cercando il link per collegarsi.

    A Caltanissetta si inaugura il Parco Rosario Assunto. Nel frattempo, in Sicilia, la parola “assunto” resta una delle più poetiche e meno praticate.

    La Regione annuncia assunzioni. Altrove, però, si bloccano procedure, si sospendono concorsi, si attendono autorizzazioni.

    E nel dibattito politico sulle assunzioni torna anche la denuncia del deputato regionale Nello Dipasquale.

    Lo scorso 13 maggio, su La Sicilia, Dipasquale ha aperto un fronte sulle ASP, chiedendo: “Quante mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali hanno assunto nelle Asp?”

    Naturalmente è una denuncia politica e andrà verificata nelle sedi competenti.

    Ma la domanda resta: se il merito deve fare domanda, la parentela deve almeno fare la fila?

    Poi c’è il CEFPAS: esposti, costi, contratti, collaboratori, scioperi, procedure.

    I lavoratori non sono il bersaglio. Chi lavora va tutelato.

    Il punto è un altro: chi decide? Chi firma? Chi programma? Chi controlla? Chi deve spiegare?

    Intanto ad Agrigento le autobotti sono in piena attività. Si muove tutto. Tranne l’acqua.

    A Trapani, almeno, parte la Festa della Busiata. La pasta si attorciglia, ma almeno lo fa con dignità.

    Riassunto della giornata: Gibellina mette la ricostruzione sul tavolo, i musei provano a unire il mondo, Caltanissetta inaugura un parco, la Regione annuncia assunzioni, le ASP entrano nel dibattito politico, il CEFPAS forma anche i costi, Agrigento fa correre le autobotti e Trapani fa girare la busiata.

    E la Sicilia, come sempre, non dà spiegazioni.

    Le produce.

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    Fonte: La Sicilia, 18 maggio 2026 e 13 maggio 2026.

  • Gibellina diventa un gioco da tavolo

    Gibellina diventa un gioco da tavolo.

    Si chiama “I-be-dna” ed è dedicato alla storia della città, tra memoria, identità, arte e Cretto di Burri.

    Finalmente una ricostruzione siciliana con un regolamento chiaro.

    Il punto

    Tiri il dado.
    Avanzi di tre caselle.
    Peschi una carta.

    “Attendi finanziamento”.

    Salti un turno.

    Poi arrivi alla casella speciale:

    “Completamento opera pubblica”.

    E lì il gioco diventa fantasy.

    Però l’idea è bella:
    raccontare Gibellina attraverso un gioco significa trasformare memoria, ferite e rinascita in esperienza condivisa.

    E in Sicilia, dove spesso la realtà sembra già una partita infinita, almeno stavolta qualcuno ha messo sul tavolo le regole.

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    ironIA racconta fatti.
    Commenta la realtà.
    Non dà notizie.

    #ironIA #Gibellina #CrettoDiBurri #ValleDelBelice #TerremotoDelBelice #Sicilia #GiocoDaTavolo #CulturaSiciliana #ArteContemporanea #Memoria #Identità #SatiraSiciliana

    Percorso culturale: Gibellina, I-be-dna, Cretto di Burri, Valle del Belice, terremoto del Belice, gioco da tavolo, memoria, identità, arte contemporanea e cultura siciliana.

  • Agrigento, autobotti e acqua assente

    Ad Agrigento le autobotti sono in piena attività.

    Sindaci in affanno.
    Volontari in campo.
    Protezione civile mobilitata.
    AICA chiamata in causa.
    Cittadini in attesa.

    Insomma: si muove tutto.

    Il punto

    Tranne l’acqua.

    Il paradosso è perfetto:
    le autobotti corrono,
    i telefoni squillano,
    le richieste aumentano,
    le soluzioni si rincorrono.

    Ma la penuria idrica resta lì.

    Ferma.

    Composta.

    Istituzionale.

    In Sicilia anche l’emergenza acqua ha imparato la pazienza amministrativa.

    Prima si segnala.
    Poi si convoca.
    Poi si distribuisce.
    Poi si promette.
    Poi si aspetta la prossima autobotte.

    E alla fine il cittadino scopre che l’acqua non manca.

    È solo in modalità “approfondimento istruttorio”.

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    ironIA racconta fatti.
    Commenta la realtà.
    Non dà notizie.

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    Percorso civico: Agrigento, crisi idrica, autobotti, AICA, Protezione Civile, emergenza acqua, penuria idrica, acqua ad Agrigento, emergenza idrica in Sicilia e realtà amministrativa.