Categoria: Commenti

  • CEFPAS e ASP, voci di spesa in formazione

    CEFPAS E ASP SICILIANE.

    LE VOCI DI SPESA FANNO FORMAZIONE.

    A Caltanissetta il caso CEFPAS cambia aula.

    Prima gli incarichi.

    Poi i collaboratori.

    Poi lo sciopero.

    Ora i bilanci.

    Secondo quanto riportato da La Sicilia il 18 maggio 2026, il deputato regionale Nello Dipasquale ha presentato un nuovo esposto sul CEFPAS alla Procura della Corte dei conti.

    L’esposto, secondo l’articolo, chiede approfondimenti sulla gestione finanziaria recente dell’ente.

    I numeri indicati sono questi.

    Spese per il personale:

    da circa 2,66 milioni a circa 3,31 milioni.

    Prestazioni co.co.co:

    da circa 1,07 milioni a circa 1,95 milioni.

    Qui pero serve una precisazione.

    Si parla di confronto con le previsioni 2026.

    Non di esercizio già chiuso.

    Non di consuntivo definitivo.

    Non di danno erariale accertato.

    Non di sentenza.

    E c’e anche un altro punto.

    Il previsionale 2026 non nasce nel vuoto.

    La legge regionale ha previsto per il CEFPAS un contributo annuo di 6 milioni di euro per gli esercizi 2026, 2027 e 2028, destinato alle spese di funzionamento dell’ente.

    Quindi l’aumento delle voci di spesa può avere una spiegazione amministrativa e finanziaria.

    Benissimo.

    Anzi: meglio così.

    Perché quando una spiegazione esiste, basta darla.

    Il punto

    La domanda allora diventa più precisa:

    dentro questa nuova cornice regionale, quali costi riguardano la regionalizzazione?

    Quali riguardano il funzionamento ordinario?

    Quali riguardano incarichi, consulenze e scelte manageriali?

    Perché una cosa e programmare risorse pubbliche.

    Un’altra e trasformare ogni passaggio amministrativo in una nuova occasione per nominare qualcuno.

    E qui la formazione diventa davvero continua.

    Soprattutto per la trasparenza.

    Ma attenzione: i lavoratori non sono il bersaglio.

    Chi lavora va tutelato.

    Le risposte vanno chieste a chi gestisce.

    E qui il discorso si allarga.

    Lo scorso 13 maggio, sempre su La Sicilia, Dipasquale ha dichiarato di avere avviato approfondimenti anche sulle assunzioni nelle ASP siciliane.

    La domanda politica e semplice:

    quanti parenti di amministratori e consiglieri risulterebbero assunti nelle aziende sanitarie dell’Isola?

    Insomma: dal CEFPAS alle ASP, la sanita siciliana sembra aver scoperto una nuova materia.

    Non anatomia.

    Non fisiologia.

    Non pronto soccorso.

    Genealogia amministrativa.

    Noi non facciamo sentenze.

    Non facciamo processi.

    Osserviamo fatti pubblici, atti pubblici e dichiarazioni pubbliche.

    Li raccontiamo male.

    Per capirli meglio.

    E una domanda resta:

    se arrivano più risorse, se le previsioni cambiano, se i contratti saltano, se i lavoratori scioperano e se gli esposti aumentano, chi sta governando davvero la macchina?

    Perché un ente che forma il personale sanitario dovrebbe almeno sapere una cosa:

    prima si programma,

    poi si spende,

    poi si spiega.

    Non necessariamente in quest’ordine, a quanto pare.

    Leggici anche qui: https://ironia.online/

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    Fatti, realtà e satira.

    Senza autorizzazione preventiva.

    Fonte: La Sicilia, 18 maggio 2026 e 13 maggio 2026.

  • Sollecito, Garlasco e il tribunale che non chiude mai

    Raffaele Sollecito dice che molti italiani pensano ancora che sia colpevole.

    Eppure Sollecito è stato assolto definitivamente.

    Garlasco, invece, ci ricorda l’altra faccia dello stesso problema.

    Il punto

    Alberto Stasi è stato condannato definitivamente.

    Le nuove indagini su Andrea Sempio, che resta persona indagata e quindi presunta innocente, e l’ipotesi di revisione della condanna di Stasi riaprono una domanda enorme:

    che cosa succede quando il processo finisce, ma la realtà continua a bussare alla porta?

    In Italia la giustizia ha i suoi gradi.

    Primo grado.
    Appello.
    Cassazione.

    Poi c’è il quarto grado.

    Il salotto televisivo.

    Poi il quinto.

    Il social.

    Poi il sesto.

    La memoria collettiva, che assolve e condanna senza leggere le carte.

    Sollecito sa cosa significa essere assolto e restare sospettato.

    Garlasco ci mostra quanto sia difficile, anche dopo una condanna definitiva, tenere insieme verità processuale, nuove indagini, dolore della famiglia e rispetto delle persone coinvolte.

    Nel mezzo ci sono le vittime.

    Meredith Kercher.
    Chiara Poggi.

    Che non dovrebbero mai diventare scenografia da talk show.

    La giustizia cerca sentenze.
    La televisione cerca puntate.
    I social cercano sentenze rapide.

    La verità, spesso, arriva per ultima.

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    Percorso giudiziario: Raffaele Sollecito, Garlasco, Alberto Stasi, Andrea Sempio, Meredith Kercher, Chiara Poggi, presunzione di innocenza, revisione processo, Cassazione, verità processuale e opinione pubblica.

  • Autovelox, MIT e omologazioni

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti torna sul tema dell’omologazione dei misuratori di velocità.

    Tradotto: gli autovelox continuano a fare quello che sanno fare meglio.

    Aspettarti.

    Il punto

    In Italia la velocità è una cosa seria.

    Prima si misura.
    Poi si certifica.
    Poi si omologa.
    Poi si contesta.
    Poi si impugna.
    Poi si decide se era davvero velocità o solo entusiasmo amministrativo.

    Il cittadino corre.
    Il decreto arriva.
    Il Comune incassa.
    L’avvocato sorride.

    E l’automobilista scopre che il limite non era solo sulla strada.

    Era anche nella pazienza.

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    Percorso civico: autovelox, MIT, omologazione autovelox, misuratori di velocità, multe autovelox, ricorsi multe, codice della strada, sicurezza stradale e realtà italiana.

  • I fatti della sera commentati male: Sicilia, 18 maggio

    I fatti della sera commentati male

    Sicilia, 18 maggio. La realtà non si ferma. Al massimo chiede un parere.

    Oggi la Sicilia ha offerto un campionario perfetto.

    Gibellina diventa un gioco da tavolo. Finalmente una ricostruzione siciliana con le istruzioni.

    I musei provano a unire il mondo. Le conferenze di servizio, invece, stanno ancora cercando il link per collegarsi.

    A Caltanissetta si inaugura il Parco Rosario Assunto. Nel frattempo, in Sicilia, la parola “assunto” resta una delle più poetiche e meno praticate.

    La Regione annuncia assunzioni. Altrove, però, si bloccano procedure, si sospendono concorsi, si attendono autorizzazioni.

    E nel dibattito politico sulle assunzioni torna anche la denuncia del deputato regionale Nello Dipasquale.

    Lo scorso 13 maggio, su La Sicilia, Dipasquale ha aperto un fronte sulle ASP, chiedendo: “Quante mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali hanno assunto nelle Asp?”

    Naturalmente è una denuncia politica e andrà verificata nelle sedi competenti.

    Ma la domanda resta: se il merito deve fare domanda, la parentela deve almeno fare la fila?

    Poi c’è il CEFPAS: esposti, costi, contratti, collaboratori, scioperi, procedure.

    I lavoratori non sono il bersaglio. Chi lavora va tutelato.

    Il punto è un altro: chi decide? Chi firma? Chi programma? Chi controlla? Chi deve spiegare?

    Intanto ad Agrigento le autobotti sono in piena attività. Si muove tutto. Tranne l’acqua.

    A Trapani, almeno, parte la Festa della Busiata. La pasta si attorciglia, ma almeno lo fa con dignità.

    Riassunto della giornata: Gibellina mette la ricostruzione sul tavolo, i musei provano a unire il mondo, Caltanissetta inaugura un parco, la Regione annuncia assunzioni, le ASP entrano nel dibattito politico, il CEFPAS forma anche i costi, Agrigento fa correre le autobotti e Trapani fa girare la busiata.

    E la Sicilia, come sempre, non dà spiegazioni.

    Le produce.

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    Fonte: La Sicilia, 18 maggio 2026 e 13 maggio 2026.

  • Gibellina diventa un gioco da tavolo

    Gibellina diventa un gioco da tavolo.

    Si chiama “I-be-dna” ed è dedicato alla storia della città, tra memoria, identità, arte e Cretto di Burri.

    Finalmente una ricostruzione siciliana con un regolamento chiaro.

    Il punto

    Tiri il dado.
    Avanzi di tre caselle.
    Peschi una carta.

    “Attendi finanziamento”.

    Salti un turno.

    Poi arrivi alla casella speciale:

    “Completamento opera pubblica”.

    E lì il gioco diventa fantasy.

    Però l’idea è bella:
    raccontare Gibellina attraverso un gioco significa trasformare memoria, ferite e rinascita in esperienza condivisa.

    E in Sicilia, dove spesso la realtà sembra già una partita infinita, almeno stavolta qualcuno ha messo sul tavolo le regole.

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    Percorso culturale: Gibellina, I-be-dna, Cretto di Burri, Valle del Belice, terremoto del Belice, gioco da tavolo, memoria, identità, arte contemporanea e cultura siciliana.

  • Agrigento, autobotti e acqua assente

    Ad Agrigento le autobotti sono in piena attività.

    Sindaci in affanno.
    Volontari in campo.
    Protezione civile mobilitata.
    AICA chiamata in causa.
    Cittadini in attesa.

    Insomma: si muove tutto.

    Il punto

    Tranne l’acqua.

    Il paradosso è perfetto:
    le autobotti corrono,
    i telefoni squillano,
    le richieste aumentano,
    le soluzioni si rincorrono.

    Ma la penuria idrica resta lì.

    Ferma.

    Composta.

    Istituzionale.

    In Sicilia anche l’emergenza acqua ha imparato la pazienza amministrativa.

    Prima si segnala.
    Poi si convoca.
    Poi si distribuisce.
    Poi si promette.
    Poi si aspetta la prossima autobotte.

    E alla fine il cittadino scopre che l’acqua non manca.

    È solo in modalità “approfondimento istruttorio”.

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    Percorso civico: Agrigento, crisi idrica, autobotti, AICA, Protezione Civile, emergenza acqua, penuria idrica, acqua ad Agrigento, emergenza idrica in Sicilia e realtà amministrativa.

  • Trapani, la busiata si attorciglia

    A Trapani parte la Festa della Busiata, l’evento dedicato alla pasta trapanese più famosa e arrotolata della Sicilia.

    Una settimana tra cucina siciliana, tradizione, laboratori e appuntamenti dedicati alla busiata trapanese.

    Finalmente, in Sicilia, qualcosa si avvita senza bisogno di conferenze stampa, tavoli tecnici, sottotavoli operativi e rettifiche del DDG.

    Il punto

    La busiata si gira, si torce, si intreccia.

    Ma almeno ha uno scopo chiaro: finire nel piatto.

    E questa, dalle nostre parti, è già una rivoluzione amministrativa.

    Meglio di scioperi, crisi politiche e comunicati istituzionali: almeno qui il nodo si mangia.

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    Percorso gastronomico: Trapani, Festa della Busiata, busiata trapanese, pasta trapanese, cucina siciliana, tradizione, eventi in Sicilia e satira sulla realtà amministrativa.

  • CEFPAS, sciopero dei collaboratori

    A Caltanissetta torna al centro il CEFPAS.

    Il Siad Csa Cisal ha proclamato lo sciopero dei collaboratori a contratto del CEFPAS per il 28 maggio, il 9 giugno e il 10 giugno 2026.

    Secondo la nota sindacale, dal 1° maggio i contratti non sarebbero stati rinnovati, con l’interruzione dell’attività lavorativa per circa 65 collaboratori.

    E qui bisogna essere chiarissimi:
    i lavoratori non sono il bersaglio.

    Chi lavora, chi aspetta risposte, chi vive tra contratti, proroghe, incertezze e procedure, va tutelato.
    Non va messo alla gogna.
    Non va usato come scudo.
    Non va trasformato nel capro espiatorio di scelte che non ha assunto.

    Il punto

    Il punto è un altro.

    Un ente che fa formazione non può trasformare la precarietà in materia permanente di studio.

    Atti.
    Procedure.
    Incarichi.
    Proroghe.
    Concorsi.
    Responsabilità.

    Il problema non è chi lavora.
    Il problema è chi decide, chi firma, chi programma e chi deve spiegare.

    Perché quando arrivano scioperi, stato di agitazione, richieste di conciliazione, polemiche e silenzi istituzionali, vuol dire che qualcosa nella macchina amministrativa non sta funzionando.

    E a pagare il prezzo non possono essere sempre gli ultimi della fila.

    Al CEFPAS non serve un altro corso sulla gestione delle crisi.
    Serve una risposta chiara.

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    Percorso civico: CEFPAS, sciopero collaboratori a contratto, precariato a Caltanissetta, sanità siciliana, formazione sanitaria, Regione Siciliana, Assessorato regionale della Salute e pubblica amministrazione.

  • Nissa, Serie C e ripescaggio

    La Nissa ha vinto i playoff del Girone I.
    Non con un gol.
    Non con una goleada.
    Non con il cinema.
    Con uno 0-0 contro la Reggina e con il miglior piazzamento in campionato.
    Che, nei playoff di Serie D, vale quanto un centravanti al novantesimo.

    Ora però comincia un altro campionato.
    Quello senza pallone.
    Quello della graduatoria ripescaggi per la Serie C.
    E qui la Nissa è messa bene, ma non può ancora festeggiare.

    Secondo le ricostruzioni sulla griglia delle vincenti playoff, davanti ci sono:
    Teramo.
    Ligorna.
    Poi c’è la Nissa.

    Il punto

    Dietro:
    Piacenza.
    Legnago o Union Clodiense.
    Chievo Verona.
    Paganese.
    Seravezza Pozzi.
    Monastir.

    Tradotto: la Nissa non è prima, ma è sul podio.
    E in una graduatoria estiva, stare sul podio significa una cosa sola:
    si può sperare.

    Ma attenzione.
    Il ripescaggio in Serie C non è una promozione mascherata.
    Non basta vincere i playoff.
    Non basta avere una piazza calda.
    Non basta dire “Caltanissetta merita la Serie C”.

    Serve che si liberino posti.
    Serve che arrivi il turno della Serie D nella sequenza federale.
    Serve presentare domanda.
    Serve avere i conti in ordine.
    Serve avere garanzie.
    Serve avere uno stadio in regola.
    Serve rispettare i requisiti della Lega.
    E, con ogni probabilità, servirà anche che il Comune di Caltanissetta faccia la sua parte.

    Perché quando si parla di impianti, adeguamenti, autorizzazioni, disponibilità dello stadio e requisiti infrastrutturali, il calcio non è più soltanto affare della società.
    Diventa anche una questione cittadina.

    Serve, soprattutto, non farsi trovare impreparati quando il calcio smette di essere tifo e diventa fascicolo.

    Perché adesso la partita non è più solo Nissa-Reggina.
    Adesso la partita è:
    Nissa contro Teramo.
    Nissa contro Ligorna.
    Nissa contro Piacenza.
    Nissa contro Chievo.
    Nissa contro Paganese.
    Nissa contro tutte le società che, dal Nord al Sud, guardano la stessa porta stretta.

    E il punto è proprio questo.
    Teramo è una piazza pesante, con ambizione e struttura.
    Ligorna è davanti in graduatoria, ma bisognerà capire se vorrà e potrà davvero sostenere il salto.
    Piacenza è dietro, ma ha nome, storia e stadio.
    Chievo è un marchio che al Nord pesa ancora.
    Paganese conosce bene certi campionati.
    Seravezza e Monastir sono storie bellissime, ma il salto in Serie C non è una favola: è un bilancio, una fideiussione, uno stadio, una struttura.

    E la Nissa?
    La Nissa ha una cosa enorme: una città che ha fame di calcio vero.
    Ma ora deve dimostrare di avere anche tutto il resto.

    Perché il calcio professionistico non si conquista soltanto con il cuore.
    Si conquista con la programmazione.
    Con i soldi.
    Con le carte.
    Con gli impianti.
    Con le scadenze rispettate.
    Con una società che sa muoversi prima degli altri.
    E con istituzioni locali pronte a non perdere tempo.

    La vittoria playoff ha dato alla Nissa il diritto di sedersi al tavolo.
    Adesso bisogna capire se a quel tavolo si porta solo entusiasmo o anche documenti.

    Perché la Serie C, d’estate, non arriva con gli applausi.
    Arriva con la PEC.
    Arriva con le verifiche.
    Arriva con le Licenze Nazionali.
    Arriva con i requisiti infrastrutturali.
    Arriva con le garanzie economiche.
    Arriva con una domanda presentata bene, nei tempi giusti, senza sbavature.

    E allora diciamolo chiaramente:
    la Nissa non deve solo sperare nei problemi degli altri.
    Deve farsi trovare pronta.
    E anche Caltanissetta deve farsi trovare pronta.

    Perché se si apre una porta, non si può scoprire all’ultimo minuto che manca una chiave.

    Se Teramo ha tutto, va avanti Teramo.
    Se Ligorna ha tutto, va avanti Ligorna.
    Se qualcuno davanti rinuncia, tentenna o non supera i requisiti, la Nissa deve essere lì.
    Non a chiedere tempo.
    Non a cercare carte.
    Non a inseguire firme.
    Deve essere già pronta.

    Perché dopo un campionato perso per due punti, dopo una stagione piena di tensioni, dopo una finale playoff vinta col regolamento, questa è forse la prima vera prova da società professionistica.

    Non più il campo.
    La struttura.
    Non più il coro.
    La programmazione.
    Non più il sogno.
    Il progetto.

    Caltanissetta può legittimamente sognare la Serie C.
    Ma adesso la domanda non è più se la Nissa la meriti.
    La domanda è un’altra:
    la Nissa è pronta a prenderla, se si apre la porta?
    E il Comune è pronto a fare la sua parte, se servirà?

    Perché stavolta il treno non passerà dal dischetto.
    Passerà dalla Lega.
    E bisogna salirci con il biglietto giusto.

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    Percorso sportivo: Nissa FC, Serie C, ripescaggio Serie C, playoff Serie D, graduatoria vincenti playoff, Teramo, Ligorna, Piacenza, Legnago, Union Clodiense, Chievo Verona, Paganese, Seravezza Pozzi, Monastir e Reggina.

  • Mondello, ore decisive sulla spiaggia

    A Mondello, a Palermo, si avvicinano ore decisive per la spiaggia e per la vicenda Italo Belga.

    In Sicilia l’estate non arriva con il sole.
    Arriva con le carte.

    Concessioni.
    Procedure.
    Decisioni.
    Scadenze.
    Pareri.
    E, naturalmente, attese.

    Il punto

    Perché da noi pure l’ombrellone, prima di aprirsi, sembra dover superare un tavolo tecnico.

    Il mare è pronto.
    La sabbia pure.
    I bagnanti quasi.

    Ora manca solo che la burocrazia tolga il pareo alla stagione balneare.

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