Sicilia, l’acqua va al tavolo

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𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝗟’𝗔𝗖𝗤𝗨𝗔 𝗩𝗔 𝗔𝗟 𝗧𝗔𝗩𝗢𝗟𝗢.
𝗜𝗟 𝗥𝗨𝗕𝗜𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗔.

Buongiorno dalla Sicilia.

Nell’Agrigentino la crisi idrica torna al centro della scena.

La Regione convoca Aica e Siciliacque per un accordo estivo.

Obiettivo: evitare che la guerra dell’acqua finisca definitivamente in tribunale.

Tradotto male:

quando l’acqua non arriva nei rubinetti,

arriva almeno al tavolo.

Che in Sicilia è già una forma di distribuzione istituzionale.

Il cittadino apre il rubinetto.

Esce poca acqua.

Allora apre il giornale.

Ed escono riunioni, convocazioni, accordi, emergenze, mediazioni e dichiarazioni.

La sete resta.

Però adesso ha un’agenda.

Naturalmente il problema è serio.

Reti, forniture, gestori, Comuni, tariffe, debiti, accordi estivi.

Tutto importante.

Ma alla fine la domanda del cittadino resta più semplice:

oggi mi posso fare una doccia?

O devo aspettare il verbale?

Perché in Sicilia l’acqua è diventata una materia complessa.

Non scorre.

Si negozia.

Non arriva.

Si pianifica.

Non basta.

Si convoca.

E ogni estate sembra ricominciare la stessa puntata:

caldo,

rubinetti intermittenti,

comunicati puntuali,

taniche operative,

e la frase più siciliana di tutte:

“Stanno facendo una riunione”.

Noi prendiamo il caffè.

Con poca acqua, per prudenza.

Perché qui anche la moka, ormai, prima di partire chiede garanzie.

𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔
𝘀𝗮𝘁𝗶𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮
𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲

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