Sicilia, lo sport è di tutti. I milioni un po’ meno

𝗜 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗘 🗞️

𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔, 𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗢𝗥𝗧 È 𝗗𝗜 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜.
𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗨𝗡 𝗣𝗢’ 𝗠𝗘𝗡𝗢.

Giro serale tra i fatti siciliani.

La Regione mette sul tavolo 60 milioni per lo stadio Barbera di Palermo.

E fin qui, tutto bello.

Lo sport.
Gli impianti.
La visione.
La città che si prepara.

Il problema è che quei 60 milioni, secondo quanto riportato dalla Regione, si affiancano ad altri 40 milioni destinati agli impianti sportivi siciliani: il Barbera assorbe quindi il 60 per cento delle risorse complessive annunciate.

Tradotto male:

lo sport è di tutti.

Ma il bonifico, ogni tanto, ha una squadra del cuore.

In Sicilia ci sono palestre da sistemare, campi da adeguare, piscine da riaprire, stadi da mettere in sicurezza e spogliatoi che sembrano reperti archeologici.

Poi arriva il grande impianto.

Il grande progetto.

La grande città.

E improvvisamente il concetto di “tutta l’isola” diventa molto elastico.

Palermo ha diritto a uno stadio moderno.

Ci mancherebbe.

Però una domanda resta:

se per fare grande uno stadio dobbiamo ridurre il respiro degli altri impianti siciliani, stiamo facendo programmazione sportiva o selezione naturale?

Perché lo sport di base non vive di rendering.

Vive di campi praticabili.

Di palestre aperte.

Di bambini che si allenano.

Di società dilettantistiche che resistono.

Di Comuni che non hanno sempre il cappello in mano.

La Sicilia della sera è questa:

tutti parlano di sport, giovani e territori.

Poi i territori scoprono che alcuni giocano in Champions e altri cercano ancora il pallone.

Non è polemica.

È distribuzione delle risorse spiegata male.

Anzi, benissimo.

Quando più di metà torta va a un solo tavolo, gli altri invitati non protestano.

Guardano il piatto.

𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔
𝘀𝗮𝘁𝗶𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮
𝗶𝗿𝗼𝗻𝗜𝗔.𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲

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