È uscita la graduatoria provvisoria di “Sicilia che Piace 2026”, il bando regionale che finanzia iniziative di comunicazione e promozione del sistema produttivo siciliano.
Nome bellissimo.
“Sicilia che Piace”.
Già il titolo sembra una cartolina.
Il mare.
Il cannolo.
Il pistacchio.
Il tramonto.
La brochure.
Il comunicato stampa.
La Regione che valorizza.
La Sicilia che compete.
L’impresa che innova.
Il territorio che racconta.
Il brand che si rafforza.
Poi apri la graduatoria.
E scopri che la Sicilia piace soprattutto quando c’è un contributo.
Per la comunicazione ci sono 300 mila euro disponibili.
Le richieste complessive arrivano a quasi 789 mila euro.
Per le altre iniziative promozionali ci sono un milione e mezzo disponibili.
Le richieste superano i 5 milioni di euro.
Insomma: la Sicilia piace moltissimo.
Solo che il portafoglio regionale, a un certo punto, smette di emozionarsi.
La graduatoria distingue tra chi rientra, chi resta fuori, chi osserva, chi farà osservazioni e chi probabilmente scoprirà che la Sicilia piace, sì, ma solo fino a esaurimento fondi.
Il punto
E qui nasce la domanda.
Non polemica.
Solo leggermente interessata.
Quando si finanzia la comunicazione della Sicilia, stiamo finanziando davvero sviluppo, imprese, lavoro e mercati?
Oppure stiamo finanziando l’arte tutta siciliana di raccontare che lo sviluppo sta arrivando?
Perché tra società di comunicazione, radio, tv, agenzie, eventi, promozione, uffici stampa e iniziative varie, il rischio è sempre lo stesso:
che alla fine la Sicilia venga raccontata benissimo.
E vissuta un po’ peggio.
Naturalmente tutto è regolare.
C’è il decreto.
Ci sono gli allegati.
Ci sono i punteggi.
Ci sono le PEC.
Ci sono dieci giorni per le osservazioni.
Manca solo una cosa, la più semplice:
capire, tra un contributo e l’altro, quanta economia reale tornerà davvero nei territori.
Perché “Sicilia che Piace” è un titolo perfetto.
Ma sarebbe bello, prima o poi, leggere anche la graduatoria di:
Sicilia che assume.
Sicilia che produce.
Sicilia che paga in tempo.
Sicilia che funziona.
Quella sì che piacerebbe davvero.
Anche senza comunicato stampa.
ironIA
Fatti, realtà e satira.
Senza autorizzazione preventiva.